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OMICIDIO IN PIAZZA ROSSELLI

Altin resta in carcere
Il Gip convalida l'arresto

Altin Kadrija (nella foto), il 27enne albanese accusato di aver ucciso il connazionale Besim Ndrevataj, resta in carcere. Il Gip Armando Mammone ha convalidato il fermo di Polizia giudiziaria ed ha disposto la custodia cautelare in carcere

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omicidiotribunale Grosseto, 27 giugno 2008 - Resta in carcere Altin Kadrija, il ventisettenne albanese, accusato di aver ucciso il connazionale Besim Ndrevataj, lunedì in piazza Rosselli in pieno giorno. Il Gip, Armando Mammone, ieri mattina infatti, dopo essersi riservato di decidere, ha convalidato il fermo di Polizia giudiziaria e ha disposto la custodia cautelare in carcere, entrambe richieste dal pubblico ministero Massimiliano Rossi. Alle richieste del pm si era opposto l’avvocato, Armando Castagna, a cui da ieri si è affiancato il legale Claudio Davino, del Foro di Napoli, nella difesa di Altin Kadrija.

 

L’avvocato Armando Castagna si è opposto alla convalida del fermo di polizia in quanto quello che emergerebbe dal verbale sarebbe un quadro indiziario confuso. Secondo il legale gli indizi riscontrati non sarebbero infatti gravi, precisi e concordanti al punto tale da giustificare da un lato il fermo e dall’altro l’emissione di una misura cautelare. Sempre secondo Castagna dal verbale emergerebbe "una descrizione sì suggestiva, ma estremamente confusa dei fatti". In sostanza mancherebbero gli elementi per "ricollegare con sufficiente grado di certezza il fatto a Altin Kadrija". Insomma secondo il legale per quello che si desume dalle indagini svolte dalla Polizia, l’ipotesi di omicidio volontario non è più verosimile di quella di "un ipotetico eccesso colposo di legittima difesa, che si sarebbe potuto verificare a seguito di una collutazione".

 

E in effetti tra la quindicina di persone, tra testimoni e amici dei due giovani albanesi sentiti in questi giorni dalla Polizia, c’è anche un uomo che avrebbe visto il momento in cui Besim sarebbe stato colpito da Altin, senza però riuscire a distinguere se, in quel momento, ci fosse o meno un coltello. Il legale di Altin Kadrija si è anche opposto alla custodia cautelare in carcere, per il fatto che Altin, che ieri davanti al Gip si è avvalso della facoltà di non rispondere, si sarebbe rivolto spontaneamente a un’agente della Polfer, senza fuggire, dimostrando così l’insussistenza del pericolo di fuga. Nei prossimi giorni i due legali valuteranno le motivazioni dell’ordinanza al fine di predisporre l’istanza di riesame.

 

A questo punto per l’ulteriore svolgimento delle indagini diventano determinanti le analisi che nei prossimi giorni saranno svolte dal laboratorio di Roma della Polizia scientifica sulla maglietta che indossava Altin Kadrija il giorno del delitto e sul coltello ritrovato dagli agenti in un cassonetto della raccolta differenziata in via Borghi. Nella maglietta di Altin è stato infatti trovata una macchia di sangue e quindi sarà fondamentale accertare l’appartenenza. Non meno interessante i riscontri sul coltello. In questo caso sarà importante verificare non soltanto che le impronte digitali presenti sull’arma coincidano con quelle di Altin, ma anche vedere a chi appartiene il sangue che bagnava la lama del coltello al momento del suo ritrovamento. Dopo l’udienza di ieri mattina al Tribunale di Grosseto, Altin Kadrija è stato riportato al carcere di Livorno.

Alberto Celata










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