Firenze, 20 dicembre 2014 - A proteggere il David di Michelangiolo, in caso di scosse di terremoto ci sarà una pedana antisismica che sarà finanziata dal Ministero dei beni culturali e ambientali. Il ministro Dario Franceschini lo ha comunicato alla sovrintendente del Polo Museale Fiorentino Alessandra Marino che il Ministero si farà carico della somma di 200 mila euro necessaria per l'opera. "Il terremoto di ieri a Firenze, fortunatamente senza danni al patrimonio culturale dello Stato - dice Franceschini -, rende ancora più urgente realizzare questo progetto". 

Franceschini ricorda che il progetto è "in fase di studio avanzato da parte del Museo dell'Accademia".

"Il contributo diretto del ministero renderà possibile realizzarlo in tempi brevi - afferma il ministro -. Un capolavoro assoluto come il David non può correre nessun rischio. In queste ore ho ripensato alle emozionanti fotografie degli enormi muri di protezione che i Soprintendenti fiorentini costruirono attorno al David, ai Prigioni e a altri capolavori per proteggerli da possibili bombardamenti. La stessa precauzione e cura di quegli intelligenti funzionari dello Stato, oggi, in modo diverso, dobbiamo metterla noi".

Ma per l'architetto Fernando De Simone, di Padova, esperto che da anni si batte perché il David venga collocato in un museo antisismico, sotterraneo, la pedana antisismica "in fase di studio avanzato da parte del Museo dell'Accademia", annunciata dal ministro Dario Franceschini "non servirà a proteggere il David di Michelangelo dai terremoti. Essa potrà forse ridurre le scosse telluriche sotto il basamento, ma non potrà impedire che il soffitto (il cupolino) crolli sulla statua".

"Sia l'Accademia che gli Uffizi non hanno una vera struttura antisismica - spiega in una nota De Simone - Io ho proposto al Comune ed alla Regione, la realizzazione di un nuovo museo antisismico, dove trasferire tutte le opere d'arte di incommensurabile valore per la cultura universale. Esse sarebbero collocate, come consigliava Benedetto Croce, in modo da permettere ai visitatori di avere le stesse possibilità di percezione visiva che gli artisti hanno pensato durante la creazione delle loro opere". Un museo che "secondo le teorie di Carlo Ludovico Ragghianti, del quale sono stato allievo, deve permettere nelle proprie sale espositive delle visuali uniche e multiple delle opere, collocate nei modi più consoni alle loro specifiche esigenze spazio-temporali di visibilità e presentate al pubblico nella loro originaria modalità di contemplazione. Egli mi raccomandava di non dimenticare che negli allestimenti e progetti museali bisognava cercare di evitare il fenomeno dell'attraversamento carovanierò come, per esempio, al Louvre".