Rinnovo Montolivo, Corvino: "Riccardo? Sono ottimista"
"Non mi aspetto sorprese, ci ritroveremo per chiudere tutto"
Firenze, 8 settembre 2010 - Sondaggi a distanza, perché la vita fra la Fiorentina, Montolivo e il suo procuratore si è improvvisamente complicata. Tema: il rinnovo del contratto del capitano, in scadenza nel 2012 e nei programmi della Fiorentina prolungabile fino al 2016, almeno fino a quando è emersa la volontà montoliviana di rifletterci meglio. Prima di una scelta così definitiva (questo il senso dello stop nella trattativa) è giusto prendersi un po’ di tempo, valutare tutto, soppesarlo, metterlo a confronto, in modo poi da non avere rimpianti. Il disappunto nelle parole di Corvino era stato nei giorni scorsi sfumato senza troppa convinzione («Prendiamo atto di questa novità»), ma ieri il direttore sportivo viola è tornato sull’argomento-Montolivo con ottimismo superiore alla recente media. Diplomazia in corso.
La dichiarazione di Montolivo, fatta appena finita la partita Italia- Far Oer, ha scaturito la risposta di Andrea Della Valle: "Sono esterrefatto, pareva tutto definito. Forse qualcuno vuol fare il furbetto..".
Nell’intervista rilasciata all’emittente Lady Radio, Corvino ha flautato parole caute nei confronti di Branchini e del giocatore: «Il rinnovo del contratto? Non mi aspetto sorprese perché conosco Branchini, Montolivo e le loro qualità. Sono persone coerenti e pesano sempre le loro parole, sono convinto che quando ci ritroveramo sarà solo per mettere nero su bianco».
Due conservazioni a margine della diplomazia a distanza dopo lo scambio di messaggi così diversi. La prima è Montolivo ha lo stesso manager di Frey, che com’è noto qualche settimana fa non ha preso con entusiasmo l’arrivo di Boruc. Non è forse azzardato collegare le due vicende (la sorpresa iniziale di Frey e lo stallo per il rinnovo di Montolivo) nel quadro di un botta e risposta collegabile ai rapporti di forza fra chi gestisce i giocatori da punti di vista diversi. Va comunque ricordato che i rapporti fra Branchini e Montolivo sono sempre stati corretti e fu lo stesso procuratore a spianare la strada per l’arrivo in prestito di Frey dal Parma (2005) e forzare con gli emiliani per il passaggio definitivo del portiere in maglia viola per una cifra inferiore ai 5 milioni (2006).
La seconda considerazione è sull’importanza relativa dei contratti, avendo i giocatori e chi li gestisce una libertà di scelta che supera qualsiasi vincolo contrattuale, soprattutto in presenza delle cosidette «offerte irrinunciabili». Un campione può essere legato a una società per cinque anni, ma se decide di lasciarla è difficile che possa essere trattenuto (e ci sono casi recenti che lo confermano, a partire da quello di Ibrahimovic). Il problema è dunque un altro: se è vero — come dice Corvino — che per Montolivo e gli altri campioni non sono arrivate richieste da club importanti, bisogna allora domandarsi se fra il capitano e i programmi della società esiste un feeling totale. E su questo argomento semmai che dovrà essere trovata un’unione che supera lo stallo improvviso. La scadenza del 2012 non è vicina, me neanche lontanissima, con prospettive di svincolo da evitare per ovvi motivi: la speranza è che la Fiorentina riesca a gestire il «caso» chiudendolo il prima possibile, oppure facendolo scivolare in secondo piano per effetto di buoni risultati in campionato.
Nel frattempo Boruc conferma di aver accettato la scelta di Mihajlovic, ma aggiunge di essersi dato un limite di tempo prima di chiedere, eventualmente di essere ceduto a un’altra società. E per Corvino, che l’ha acquistato a un milione e duecentomila euro, potrebbe aprirsi la strada per una plusvalenza. Anche a gennaio? Il diesse viola per ora allontana il problema: «Per crescere bisogna trovare risorse tecniche il più possibile vicine ai titolari. Boruc? Chi viene da noi sa bene qual è la situazione di partenza».
Angelo Giorgetti


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