Firenze, 28 novembre 2017 - Babacar scalpita, prova a gettarsi alle spalle i momenti bui e si rilancia. Simeone soffre, inciampa in un’altra partita no (a casa della Lazio) e rischia di vedersi parcheggiare ai box. In attesa – sia chiaro – di giorni migliori. Chiamiamolo pure sano dualismo, ma il faccia a faccia fra l’attaccante senegalese e il Cholito rischia di diventare uno dei dubbi più pesanti (e pericolosi) nella testa di Stefano Pioli.

Tutta colpa, si fa per dire, di quel rigore che Babacar ha puntato nella porta della Lazio quando il baratro della sconfitta sembrava ormai circondare definitivamente la Fiorentina. Invece no: fallo in area, sentenza del Var e calcio di rigore. Che Baba ha deciso di accollarsi per riprendersi il primo posto (o almeno puntare a questo) nelle gerarchie del reparto offensivo della squadra viola. Il concetto da domenica sera in poi è tornato di strettissima attualità. Alla faccia anche di chi continua a prevedere un Babacar lontano da Firenze e dalla Fiorentina. Complice – e qui la scena si accende sul bomber argentino – il rendimento di un Simeone che in viola non è ancora riuscito a convincere.

Ha i numeri e le potenzialità giuste il Cholito, ma la tenuta fisica e l’atteggiamento tattico della Fiorentina di Pioli non sembra favorire le qualità del giocatore. Da qui il rendimento in chiaroscuro di quello che in estate era stato il colpo più ricco degli affari della Fiorentina. Sempre titolare, Simeone ha trovato un ossigeno prezioso nel dialogo tattico con Thereau (forse, addirittura, più che con Chiesa), ma dopo tre mesi di alti e bassi, Pioli sembra davvero pronto a cercare di rigenerare l’argentino pensando a una Fiorentina con due punte di ruolo e quindi con Babacar al fianco del Cholito. Il prossimo avversario, il Sassuolo, potrebbe rappresentare l’occasione migliore per questo tipo di soluzione tattica. E’ tanta la curiosità di vedere il rendimento dei due una volta che l’allenatore avrà dato loro la possibilità di giocare insieme. Di crearsi spazi a vicenda, di diventare complementare anziché alternative come è stato dall’inizio del campionato a oggi.

La scommessa di Simeone, oggi, assomiglia sempre più a quella che ha avuto come protagonista Babacar quando nonostante la cessione di Kalinic, la Fiorentina ha deciso di non far scattare l’automatismo della sua promozione, ma ha cercato sul mercato un nuovo bomber. La tenacia con cui Baba ha vissuto quella scelta adesso ha iniziato a dare i suoi frutti e anche la sessione di mercato in arrivo potrà sì vivere su voci e indiscrezioni relative all’attaccante senegalese, ma poi tutto finirà nell’ennesima bolla di sapone. Con una differenza: Baba vorrà rimanere a Firenze e per la prima volta, da sempre, non sentirsi più solo e soltanto un’alternativa.