Forse non si arriverà allo strappo, anche perché Della Valle parlerà presto con Corvino e farà di tutto per convincerlo a rimanare, ma lo sfogo del ds ha lasciato il segno
Firenze, 3 febbraio 2012 - Uno sfogo che ha acceso subito mille dibattiti. Da una parte la Fiorentina che mette sul piatto di Corvino il rinnovo del contratto per le prossime tre stagioni, dall’altra il ds che — per la prima volta — ammette di essere stanco. E chiede tempo prima di rispondere sì. Senza nascondere la possibilità di fermarsi e di dire addio a Firenze. Forse non si arriverà allo strappo, anche perché Della Valle parlerà presto con Corvino e farà di tutto (contratto di tre anni a parte) per convincerlo a rimanare, ma lo sfogo del ds ha lasciato il segno. E ha subito acceso le tante voci sull’ «altro mercato». Quello dei dirigenti che potrebbero accollarsi l’eredità di Corvino.
Quattro i nomi spendibili a cominciare da quello di Walter Sabatini (classe 1955), sotto contratto — in scadenza — con la Roma. Il dirigente giallorosso è stato più volte accostato alla società viola, sia quando lavorava ancora per il Palermo, sia dopo le sue dimissioni dal club siciliano. ’Rivale’ di Corvino in più di una trattativa consumata sul dualismo Palermo-Fiorentina, Sabatini è sempre stato molto schivo nel parlare del suo futuro.
Nei mesi scorsi — ovvero in tempi molto diversi da quello dei dubbi messi sul piatto da Corvino due giorni fa —, anche Riccardo Bigon (classe 1971, figlio d’arte dell’allenatore Alberto) è stato accostato alla squadra viola. Si è parlato di uno scambio di poltrone fra i due direttori sportivi, ovvero Bigon a Firenze e Corvino a Napoli. Contatti di lavoro fra i due? Sì, specie quando l’attuale dirigente azzurro lavorava per la Reggina (fino all’estate del 2009).
Riflettori accesi anche su Gabriele Oriali (classe 1952) del quale — in passato — si era parlato come possibile direttore generale della Fiorentina (con Corvino come direttore sportivo). L’ex centrocampista viola ha lasciato l’Inter nel 2010 e l’anno successivo ha rinunciato a firmare un contratto con il Bologna per rimanere libero di riconsiderare nuove eventuali chiamate dalla società nerazzurra. Potrebbe fare una scelta diversa davanti a una chiamata dei Della Valle.
Infine Giovanni Sartori (classe 1957), cuore e anima del Chievo ormai da una vita. A dire il vero, proprio Sartori, sette stagioni fa, era stato identificato come la prima alternativa al Corvino che sarebbe dovuto (come poi è stato) arrivare da Lecce. Oggi il dirigente del club veneto è uno dei punti di forza della società, ha in tasca un lungo contratto e per strappare il suo sì, la Fiorentina dovrebbe comunque aprire una trattativa con il Chievo. Operazione complicata.