Prandelli a Firenze, aspettando
le Far Oer: "Cresce la tensione"
La sfida della Nazionale con le Far Oer, secondo impegno valido per le qualificazioni a Euro 2012, è a un passo
Firenze, 6 settembre 2010 - "L'ansia aumenta e comincia a crescere la tensione". Il neo ct azzurro Cesare Prandelli non nasconde la sua emozione per il ritorno a Firenze, anche se nel ruolo di allenatore della Nazionale.
La sfida di domani con le Far Oer, secondo impegno valido per le qualificazioni a Euro 2012, è a un passo. Ma i pensieri legati al match si sommano a quelli per la città che lo ha adottato a partire dal 2005.
"Domani incontreremo una squadra che ha corsa e fisicità - spiega il CT - e tutti sappiamo bene che sulla carta non si vince. Le Far Oer al 90' erano in vantaggio per 1-0 a Tallinn. Certo, tecnicamente sono inferiori a noi. Se faremo le cose per bene vinceremo la partita. Voglio proporre una squadra che gioca a calcio. Un calo di tensione, si, mi farebbe preoccupare anche se umanamente sarebbe possibile".
Praticamente decisa la formazione anti-Far Oer con le quattro novità rappresentate da Viviano in porta, Antonelli, i due 'violà De Silvestri e Gilardino, oltre all'enigma Rossi. In attacco conferma per Cassano, in attesa di conoscere le condizioni di Giuseppe Rossi (in caso contrario, è pronto Quagliarella). "Non lo chiamerei turn-over, cinque innesti non sono troppi se non vai a toccare il cuore della squadra - continua Prandelli - L'idea è quella di vedere una formazione che tenga un possesso palla alto, come accaduto a Tallinn, e che offra continuità di gioco. Se Rossi riuscirà a recuperare, mi piacerebbe vederlo in quel ruolo da mancino sulla destra. La scelta di schierare De Silvestri, Montolivo e Gilardino non è un omaggio a Firenze, De Silvestri ha le potenzialità per stare con noi per tanto tempo. Per lui e per Antonelli dobbiamo avere un occhio di riguardo. E Gilardino avrà tanta voglia di far gol che si presenterà sul terreno di gioco con tanta determinazione".
"Riguardo a Viviano avevamo già pensato al turn-over - continua Prandelli -. Sì, l'idea è quella di una squadra con tre attaccanti, che giochi con entusiasmo, che sappia coinvolgere il pubblico. Mi piace pensare che questa sia la Nazionale del coraggio?". Quanto al pubblico, quello di Firenze domani non mancherà allo stadio Artemio Franchi per vedere sulla panchina italiana Cesare Prandelli, il tecnico che ha regalato tante soddisfazioni al club viola. E per tifare Italia, come tutti si augurano, senza polemiche. "Non ho paura delle contestazioni del pubblico perché sono certo che non ci saranno - dice Prandelli - Sarà una bella serata, chi verrà allo stadio lo farà per festeggiare. Credo molto nell'intelligenza del pubblico fiorentino".
I cinque anni passati in riva all'Arno rappresentano per Prandelli un ricordo indelebile. "Qui ho vissuto tantissime emozioni, Firenze per me è stato qualcosa di più rispetto all'aspetto professionale. È la mia città - spiega il CT azzurro - Con i tifosi e la gente da subito instaurai un feeling straordinario. Avrei voluto lavorare ancora tanti anni qui, ma alla Nazionale non si può dire di no. Sono stati cinque anni fantastici, grazie anche a una squadra che trovò alchimia e un'unione magica".
Red/Mao 061938 SET 10 NNN


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