Viola, anche Ljajic
finisce ko: fuori 15 giorni
Ma contro la Lucchese D’Agostino gioca trequartista: è uno show
Firenze, 12 agosto 2010 - Si ferma anche Ljajic e a corto di fantasisti Mihajlovic riesplora antichi mestieri. Uno di questi riusciva bene a D’Agostino, trequartista ai tempi della Roma, quando aveva il passo vispo e i piedi caldi per ragionare svelto, divincolandosi elegante nello stretto. Fosforo a disposizione di tutti. Esattamente quello che gli è riuscito ieri contro la Lucchese — Prima divisione — con numeri che hanno riscaldato la Fiorentina e portato buone notizie in un settore accidentato per assenze moltiplicate. Senza Jovetic e Ljajic, con Mutu in stand by per la squalifica e Vargas in ripresa dopo l’infortunio, la Fiorentina rischiava di presentarsi a Valencia (18 agosto, amichevole) e soprattutto contro il Napoli (29, prima di campionato) con una clamorosa assenza di neuroni in attacco.
La soluzione D’Agostino ha convinto, anche perché l’ex Udinese ha potuto limitare un pendolarismo ancora discontinuo e dedicarsi alla fase di rifinitura. In quel campo ha un sinistro che apre possibilità francamente deliziose. Assist e iniziative mai banali, tiri pericolosi e angoli battuti finalmente come si deve. Forse non è un caso che su uno di questi Natali abbia trovato il tempo per deviare in rete il raddoppio viola. La prima rete era stata messa a segno da Gilardino dopo 10 minuti, e sempre D’Agostino in coppia con Marchionni aveva partecipato alla confezione della chicca.
Non molto altro da aggiungere sulla partita, che la Lucchese neopromossa ha mollato ai viola dopo una manciata di minuti di possesso palla. Mihajlovic ha insistito sull’unico modulo praticabile — il 4-2-3-1 — affidando a Zanetti e Montolivo la zona di impatto e costruzione. Larghi sulla fasce Papa Waigo e Marchionni, con D’Agostino libero di zigzagare a piacimento. Quasi duemila spettatori e questo sembra un record. Pochi tifosi da Lucca, con larga presenza di polizia e carabinieri per evitare possibili contatti. Rumorosi cori contro la ‘tessera del tifoso’, collante filosofico di tutti i disprezzi ultrà.
Le assenze di Jovetic, Ljajic, Vargas, Gamberini, più Montolivo in viaggio dopo la partita in Nazionale come Bolatti e Kroldrup, più Mutu stoppato dalla squalifica, hanno costretto Mihajlovic a inventare una soluzione imprevista. L’alternativa dietro a Gila del resto era Seferovic, o Marchionni con lo svizzerino sulla fascia sinistra: ipotesi troppo rattoppate a pochi giorni da una partita importante come quella di Valencia. L’esperimento con D’Agostino è andato bene e fra le altre buone notizie c’è anche la ritrovata concretezza di Gilardino (un gol e altri due annullati). Nel finale, dopo il rimescolone dei cambi, segna una doppietta anche il giovane Matos, attaccante brasiliano della Primavera (classe ’93, come Babacar). Quattro a zero, può bastare.
Angelo Giorgetti


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