Mutu, la sentenza
fra un mese
L'attaccante spera
Becali: "La squalifica sarà lieve. Sulla scatola c’era scritto ’prodotto naturale’ "
Firenze, 4 marzo 2010 - Se è andata bene, male o una via di mezzo lo deciderà fra un mese il tribunale antidoping: per ora l’ottimismo è sostenuto da frasi da interpretare, sfumature da valutare, espressioni da decifrare. Serena ma impenetrabile quella di Mutu, salito in macchina dopo il blitz romano alla procura federale, che gli ha contestato la presenza di sibutramina nelle urine dopo i test del 10 e 20 gennaio: 45 minuti di domande precise e risposte dettagliate da parte del giocatore.
Che insieme ai suoi legali — gli avvocati D’Avirro, Ducci e Rodella — ha cercato di chiarire nei minimi particolari il pasticcio della sibutramina contenuta nelle pillole cincesi acquistate in un’erboristeria romena: Mutu ha spiegato tempi, modi, motivazioni per sostenere la tesi della buona fede (il farmaco proibito era presente in modo occulto all’interno della confezione di pillole lassative acquistate dalla madre del calciatore); una spiegazione sostenuta con forza e con tutta probabilità accettata dai giudici federali, che hanno contestato al giocatore il mancato rispetto delle regole più elementari. La prima — per evitare problemi — sarebbe stata quella di avvertire i medici sociali...
La procura antidoping del Coni non ha formalmente contestato l’aggravante della recidività, perché i giudici non sono stati ancora in grado di ricostruire a norma di legge la valenza del test anti-cocaina effettuato nel 2004 dal Chelsea. La contestazione è stata solo «preventiva», ma eventualmente sarà contenuta nelle motivazioni del deferimento; ora i legali di Mutu hanno 15 giorni per presentare nuove controdeduzioni dopo l’interrogatorio di ieri e anche per questo motivo i tempi del verdetto si sono dilatati. La sentenza, quindi, non ci sarà prima di un mese.
Intorno al toto-verdetto si affollano previsioni, ma soprattutto sensazioni.
L’avvocato Antonio D’Avirro resta nel territorio della cautela e sottolinea la grande lucidità con cui Mutu ha saputo rispondere a tutte le domande dei giudici federali. Meno diplomatico — anche per il ruolo diverso — il procuratore di Mutu, Giovanni Becali: «La mia sensazione è che una squalifica ci sarà, ma io penso non superiore ai tre o quattro mesi». Il giocatore è stato sospeso il primo febbraio e in teoria — se lo stop fosse di novanta giorni — potrebbe giocare le ultime tre partite di campionato. Ma è inutile sbilanciarsi: «Non ci resta che aspettare il deferimento — ha aggiunto Becali —. Mutu ha fatto vedere a Torri la scatola delle pasticche con le indicazioni che il prodotto era al 100% naturale. Impressioni? Io dico che non è certo un caso di omicidio, il ragazzo ha sbagliato e ha riconosciuto il suo errore, che è quello di non aver chiesto un consiglio al medico prima di assumere il prodotto».
Angelo Giorgetti



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