Prandelli e il contratto
Due cose da sapere
Il tecnico viola poco motivato a continuare il progetto a fine stagione. Non sono previsti sviluppi a breve termine ma i rumors intorno a Prandelli abbondano
CESARE PRANDELLI AL BIVIO? Cosa ne pensi?
Firenze, 5 febbraio 2010 - Sussurri e grida, ma soprattutto sussurri, intorno a Prandelli. Che lieve scansa qualsiasi riferimento alla Nazionale per il dopo Lippi («Non commento, siamo a Carnevale»), avvolgendo nella nebbia il possibile rinnovo del suo contratto, in scadenza nel 2011. «Una formalità», secondo le pubbliche dichiarazioni dei Della Valle.
Questo non sembra di capire a chi conosce Prandelli in versione privata e — prima ancora di citare La Nazione del 28 gennaio, riprodotta in questa pagina — va segnalato il servizio mandato ieri sera dalla Rai, a firma di Fabrizio Failla, per antica amicizia uno dei cronisti più in confidenza con l’allenatore viola. E questo non è un dettaglio trascurabile. Il servizio di Rai Sport ha fatto abbondante riferimento alla possibilità che Prandelli, a fine stagione, possa trovarsi poco motivato di fronte alla prospettiva di ripartire da un progetto che non sia la prosecuzione logica di quello attuale; e il successivo riferimento — magari non casuale — alla possibile cessione di Vargas insinua qualche ulteriore dubbio.
Lo scenario è quello delle schermaglie a distanza, e forse anche le idee sono poco chiare da una parte e dall’altra, ma certamente la società viola si prepara a vivere un mese decisivo sotto tutti i profili.
In effetti la Fiorentina ha disegnato a tavolino una parte del suo futuro, almeno a giudicare dalle dichiarazioni che Pantaleo Corvino ha scalpellato il giorno dopo la chiusura del mercato dopo gli arrivi di Ljajic, Keirrison e Seferovic: «Linea verde, giovani di qualità, rinuncia a qualche giocatore di esperienza, inizio di un nuovo ciclo».
Una prospettiva legittima da parte della proprietà, che com’è noto ha deciso di puntare sull’autofinanziamento in attesa dello sbarco in una dimensione economica diversa, magari grazie alla Cittadella; ma queste due parole (nuovo ciclo) hanno reso Prandelli ancora più desideroso di approfondire le intenzioni della società.
Sviluppi? Non a breve termine. La lunga planata verso il Grande Confronto è cominciata, difficile che le risposte definitive arrivino prima di due mesi. Posizioni legittime da una parte e dall’altra, scelte strategiche da valutare in base alle scelte economiche, possibili rinunce e ambizioni da coltivare dopo un ciclo di 5 anni. Il futuro è ancora tutto da scrivere (e i sussurri volano).
Angelo Giorgetti
