Firenze, 5 febbraio 2018 - Sono passati cinque anni dalla sua scomparsa ma il ricordo di Stefano Borgonovo è sempre vivo. La moglie Chantal, che nella dura battaglia alla Sla gli è stata molto vicina, da anni ha aperto una Fondazione a lui intitolata con lo scopo di reperire fondi per la ricerca, e il libro “Una vita in gioco”, che racconta la vita di Stefano e Chantal Borgonovo dai tempi che si sono conosciuti fino alla prematura scomparsa dell’ex giocatore della Fiorentina, serve a tenere viva l’attenzione su una malattia che ha colpito migliaia e migliaia di persona senza che ancora sia stata trovata una cura: “Come sempre sono, tutte le volte che vengo a Firenze, sono molto emozionata. Io sono innamorata di Firenze e l’accoglienza è sempre incredibile e io mi sento come a casa mia. Sono emozionata nel presentare la storia della mia vita, dove si parla anche dei tre anni che ho vissuto a Firenze – ha detto Chantal Borgonovo -. La storia di raccontare la nostra vita è nata proprio da qui, perché la mia speranza è che questo libro, la mia esperienza personale, possa essere di conforto a chi in questo momento magari non sta passando un momento felice. Se ce l’ho fatta io ce l’ha può fare chiunque. Anche questo è un altro modo per continuare a parlare della Sla. È una malattia che ancora conta 5mila malati in Italia e quindi non bisogna spendere i riflettori".

"La legge sul biotestamento? Non invidio chi dovrà legiferare. È ovvio che una legge ci vuole ma è anche vero che ogni caso è un caso a sé. Ognuno di noi è diverso ed è diverso nella malattia”. Alla presentazione del libro in Palazzo Vecchio, dove erano presenti l’Assessore allo Sport del Comune di Firenze Andrea Vannucci, il produttore musicale Claudio Cecchetto, amico di Stefano Borgonovo e da sempre molto vicino alla Fondazione, gli ex viola Stefano Carobbi, Alberto Di Chiara, Alberto Malusci, anche il club manager della Fiorentina Giancarlo Antognoni. “Ho conosciuto Borgonovo quando stava per smettere di giocare ed io ero dirigente. Lo ricordo davvero con grande affetto così come lo ricordano tutti i fiorentini” e l’ex compagno di squadra, oggi allenatore della Fiorentina, Stefano Pioli: “Stefano è stato un grande giocatore e un grande compagno. E’ stato un ragazzo che ha sempre vissuto e lottato contro la malattia con grande dignità e con grande orgoglio. Sono contento di averlo potuto conoscere”.