L'abbraccio dei nostri lettori-fans
Firenze, 7 febbraio 2012 - «MIO PADRE? Era irascibile ma sornione. Non ricordava mai i nomi. Quando tornavo a casa mi diceva: ha chiamato coso, dice se lo richiami. Coso chi? E che ne so. Poi se gli chiedevi di fare qualcosa rispondeva: nun me date ‘sti incarichi che c’ho da fà. Papà, ma che c’hai da fà che sei in pensione?».
Enrico Brignano ieri a La Nazione: è stato un regalo che ha fatto il grande attore romano ai lettori del nostro giornale dopo ben quattro repliche a Firenze e oltre 15mila persone che l’hanno visto. Trionfo meritato di un artista generoso e schietto, che ha dedicato questo spettacolo, ‘Tutto suo padre’, al genitore da poco scomparso.
«E’ un modo per ricordarlo — ha spiegato —. Mio padre Nino era una persona perbene, che mi ha insegnato la dedizione, il senso del dovere. Gli somigliavo nel fisico e come mentalità e allora ho dato questo titolo allo spettacolo». Enrico Brignano è un fiume in piena: così come sa stare più di tre ore sul palcoscenico senza bere un bicchier d’acqua e senza urlare, sa incantare il pubblico e lo dice: «Vedete? Io sono qui che parlo e voi mi ascoltate buoni. Mi è sempre piaciuto raccontare. Cerco il contatto con la gente, nei miei spettacoli ma anche fuori, qui con voi — continua Brignano — non parlo mai di politica perchè ormai non esiste più —. Domanda: qualcuno ha sa dove sono gli ideali?». Passato: «Sono riconoscente a Proietti per avermi preso alla sua scuola di teatro: ricordo che ci andai accompagnato dai miei genitori e mi sembrava una cosa assurda. Poi però loro sono sempre stati vicini a me e mi hanno sostenuto nella scelta di questo mestiere». Con Brignano si può ridere, sorridere e riflettere.
Su Schettino (molto molto sintetizzato): «Ma che è un uomo quello? La storia ci insegna che l’ultimo ad abbandonare la nave è il comandante e quello scivola dentro la scialuppa? Ma se racconti una bugia almeno raccontala bene, mentecatto».
Regala al pubblico dell’auditorium un incontro non solo di risate e comicità: è un viaggio tra incisi, digressioni, scenette. Tutte per noi.
Titti Giuliani Foti