Cristiana Capotondi risponde agli studenti
e presenta i suoi progetti 'francesi'
Cristiana Capotondi ha incontrato gli studenti delle scuole superiori al cinema Odeon Firenze. L'attrice ha risposto a tutte le domande che gli studenti le hanno posto, inoltre ha rivelato che nei suoi progetti più imminenti ci sarà posto anche per la Francia, dove parteciperà a una parte nel film sul terrorista Abu Nidal
Firenze, 10 marzo 2010 - Il Festival Internazionale del Film di Roma è sbarcato a Firenze. Due le iniziative in programma: questa mattina, la giovane attrice Cristiana Capotondi ha incontrato gli studenti delle scuole superiori al cinema Odeon Firenze mentre domani, alle ore 10, il cinema Fiorella Atelier ospiterà il tour di presentazione del film "Il piccolo Nicolas e i suoi genitori" di Laurent Tirard.
La manifestazione, che “porta in cattedra” attori e registi nei mesi che precedono il Festival Internazionale del Film di Roma, ha avuto per protagonista Cristiana Capotondi.
L'attrice ha risposto a tutte le domande che gli studenti le hanno posto, inoltre ha rivelato che nei suoi progetti più imminenti ci sarà posto anche per la Francia, dove parteciperà a una parte nel film sul terrorista Abu Nidal. ''Interpretero' - ha detto - il ruolo di una italiana che studia alla Sorbona in uno spy movie su Abu Nidal. E' la prima volta che faccio un film francese e gireremo a Parigi e a Praga''.
L'incontro fiorentino e' stato anche l'occasione per Capotondi di raccontare il suo punto di vista sul mondo del cinema e per raccontarsi, a partire dall'ultimo successo perl'interprestazione di 'Sissi' su Raiuno.
Agli studenti Capotondi ha spiegato che l'importante in un film ''è la sceneggiatura, perchè se non c'è storia il film non esce fuori''; anche per questo motivo l'attrice si è detta delusa da 'Alice nel paese delle meraviglie' di Tim Burton, perche' ''con il 3d rimani affascinato dai colori e dagli effetti, ma non c'e' la storia''.
A chi gli chiedeva quale ruolo sognerebbe di interpretare, l'attrice ha risposto ''Caterina II, perché portò il sistema universitario in Russia; mi piacerebbe poi poter lavorare con tanti registi, a partire da Verdone. Lavorare con lui è il massimo per un attore romano''.



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