Carlo, tutti dicono I Love You
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Nell'Auditorium Attilio Monti de La Nazione incontro col presentatore che ha illustratato il nuovo libro

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Firenze, La Nazione, incontro con Carlo Conti (Foto Pressphoto)
Firenze, La Nazione, incontro con Carlo Conti (Foto Pressphoto)

Firenze, 6 febbraio 2010 - "A maggio faremo tre puntate sperimentali in Rai per riproporre Aria Fresca. La cosa è ufficiale da ieri sera. Poi — ma non è cosa fondamentale nella mia carriera — qualcuno ha fatto il mio nome per il festival di Sanremo del prossimo anno. Lo farei, perchè no?, ma con lo stesso impegno a cui dedico tutto il mio lavoro».

Carlo Conti a La Nazione, atteso, attesissimo. Centralino in tilt, oltre trecento telefonate per assicurarsi un’oretta con lui, farsi firmare e dedicare il suo bel libro «Noi che...», Eri Rai il cui ricavato andrà in aiuto dell’ospedale Meyer di Firenze. «Non mi sembrava giusto guadagnare sui pensieri degli altri — ha detto Conti — sono tutti sms arrivati spontaneamente alla trasmissione I migliori anni, uno dei pochi format che (finalmente) abbiamo esportato all’estero». «Ti stimo — ha detto un maestro del giornalismo come Pierfrancesco Listri — perchè sei stato il primo a capire, da toscano, che per fare spettacolo e arrivare dentro quella scatoletta che ci lascia sempre più soli, bisogna avere ironia e garbo. Hai dimostrato di essere artista vero, senza ingraziarti il pubblico con facili stravaganze, parolacce o colpi di scena. Semplicemente essendo te stesso».

Carlo Conti ospite ieri al «Club dei 150 + 1» in un’auditorium strapieno di lettori-fans di uno dei migliori presentatori italiani. «Ho iniziato dalle radio libere — ha raccontato — è stato uno dei momenti più indimenticabili della mia vita. Tutto nasceva allora, c’era spazio per le idee. La mia linfa? Alto Gradimento, lo ascoltavo dal transistor con l’auricolare. Inventai una cosa analoga, Basso Sgradimento».

Viva Carlo, bravo Carlo, sei il meglio: un consenso continuo. Il onduttore si è sentito a casa anche grazie all’intervento del direttore de La Nazione, Giuseppe Mascambruno: «Carlo Conti è un raro esempio di persona generosa, altruista e colta. E scusate se è poco, per noi è un onore che abbia partecipato alla festa dei nostri 150 anni più uno». «Amo molto questo tipo di incontri che sono sempre più rari — ha risposto—. Dalla tv non puoi sapere se per davvero sei apprezzato dalle persone. Ho sempre cercato il rapporto diretto col pubblico a cui dedico con gratitudine il mio successo». Della critica che ci dice? «Non la leggo mai, salto a piè pari certe pagine. Perchè a me interessa piacere alla gente: tra stare in taxi da solo e salire su un autobus preferisco stare con tanta gente, mischiarmi a loro».

Applausoni di consenso — e anche alcuni gridolini...— e ricordi che si perdevano, per la verità, non tanto lontani nel tempo: «La conduzione nelle radio libere mi ha aperto un mondo — ha spiegato con sentimento — è qui che ho conosciuto Panariello, Baldini, Pieraccioni. Gli stessi amici che ho anche adesso». C’è stata un’esperienza più importante delle altre? «Devo molto a tutto quello che ho fatto. Ho notato che incredibilmente nella vita tutto ti ritorna». Nel libro le frasi dei messaggi iniziano tutte per «Noi che....»: gli spettatori si sono sbizzarriti muovendo dentro di noi anche una certa malinconia. «Lo so — ha ammesso Conti — perchè è il ricordo che ci riporta al profumo di cose che abbiamo toccato, vissuto e sono svanite nel tempo.

Una di queste frasi la voglio dedicare a mia madre che da poco non c’è più: “Noi che se andavamo bene a scuola i genitori ci dicevano ’Hai fatto solo metà del tuo dovere’. Ecco, lei con me era così». Carlo, noi che guardavamo il Rischiatutto, se c’era un concorrente di Firenze chi era? «Ma Fabbricatore ovviamente». Ed ecco dall’auditorium una vera carrambata. Fabbricatore è qui!! Divertente rivedere un personaggio che a modo suo ha fatto parte della vita (spensierata) di ognuno. Un ultimo pensiero parecchio sul viola, alla Fiorentina: «Teniamocelo stretto un allenatore come Prandelli. E’ un grande uomo»

Titti Giuliani Foti

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