Figline Valdarno (Firenze), 19 novembre 2015 - I carabinieri di Figline Valdarno, dopo lunghe ore di appostamenti e inseguimenti, sono riusciti ad arrestare nella notte una banda di albanesi che nella mattinata di ieri aveva compiuto una rapina ai danni di un 73enne del posto.

Ingente il materiale rubato ritrovato in mano agli albanesi: principalmente monili e preziosi in oro. Il tutto ha preso le mosse intorno alle 10 di ieri, mercoledì, quando i militari sono intervenuti nella villa del 73enne. E' stato proprio lui, vittima della rapina, a raccontare che poco prima era rientrato a casa in fretta perché aveva ricevuto sul suo telefonino una chiamata che lo aveva avvisato dell'entrata in funzione del sistema di allarme.

Tornato a casa ha trovato un'amara sorpresa: quattro individui, uno dei quali incappucciato, che quando lo hanno visto lo hanno minacciato con un bastone. Prima si sono fatti consegnare il telefonino perché non chiedesse aiuto poi hanno portato via monili in oro per un valore di 30mila euro.

I quattro banditi sono scappati addentrandosi nel bosco vicino all'abitazione. Dopo poche ore, però, le ricerche dei militari hanno permesso di notare un furgone e una Fiat Punto parcheggiati nei pressi dell’abitazione in questione, con all’interno quattro persone sospette. Immediatamente i militari si sono divisi in squadre e hanno cominciato a seguire i due mezzi. 

Dal luogo della rapina il furgone e l’auto si sono spostati a Prato, dove hanno mangiato in un fast food prima di separarsi. Il furgone (intestato ad una ditta di infissi della zona) in direzione della città, mentre la Punto sull’autostrada, verso Bologna. A quel punto i carabinieri, dopo un ulteriore pedinamento, hanno bloccato i mezzi.

Fin da subito gli albanesi si sono dimostrati nervosi e insofferenti poiché sapevano di essere stati ormai scoperti. Infatti, dalle perquisizioni ai mezzi e personali venivano rinvenuti numerosi oggetti preziosi frutto della rapina consumata la mattina prima ai danni del 73enne oltre ad altri gioielli, probabile provento di altri furti commessi nella provincia di Firenze. Addirittura, uno dei malviventi aveva nascosto la preziosa refurtiva nelle mutande, preoccupandosi di proteggerla avvolta in uno spesso strato di pellicola trasparente.

Per i quattro albanesi (rispettivamente di 40, 29, 26 e 19 anni) sono quindi scattate le manette e si sono aperte le porte del carcere. La refurtiva è stata quindi riconsegnata al legittimo proprietario.