Firenze, 13 gennaio 2016 - UN PATTO tra il mondo della moda e le istituzioni della cultura. E’ la sfida, e anche la conferma, più bella che è arrivata ieri mattina durante l’inaugurazione ufficiale di Pitti Uomo, edizione numero 89, nella Sala d’Armi di Palazzo Vecchio. Per la prima volta ad inaugurare il salone internazionale della moda maschile c’è stato il ministro dei beni culturali e del turismo Dario Franceschini che poi si è fiondato in Fortezza ed è stato portato di stand in stand dagli organizzatori di Pitti Immagine. Un patto che porta ora alla convenzione tra la Direzione delle Gallerie degli Uffizi e Fondazione Pitti Immagine Discovery per stilare un programma di mostre triennale inerenti al mondo del fashion e alle sue rispondenze culturali e sociali contemporanee e per cambiare il nome della Galleria del Costume di Palazzo Pitti in Galleria del Costume e della Moda. Della convenzione si è parlato ieri durante il consiglio di amministrazione degli Uffizi: ancora i giochi non sono conclusi ma ildirettore Elke Schimdt ci sta lavorando sodo, in accordo coi vertici di Centro Moda e Pitti Immagine.

«E’ davvero strano che io sia il primo ministro della cultura a venire ad inaugurare Pitti Uomo – ha detto un po’ stupito il ministro Franceschini – ma tant’è. Bisogna occuparsi sempre di più del rapporto moda-cultura, per troppi anni abbiamo dimenticato alcune cose e ci siamo occupati, molto bene, ma in modo univoco di tutela dei nostri beni. Meno per la valorizzazione del nostro patrimonio – continua il ministro Franceschini – Oggi dobbiamo insegnare ai giovani il gusto per la bellezza, quella dei panorami e quella delle cose fatte bene, ancora a mano. La cultura è creatività, anche un abito la rappresenta». Una piccola-grande rivoluzione che “scoppia“ proprio a Firenze dove la moda è nata nei primissimi anni Cinquanta sfruttando l’onda delle bellezze artistiche della città, una per tutte la Sala Bianca di Palazzo Pitti. Per Franceschini bisogna unire tutta l’energia delle eccellenze italiane, dal food al fashion alla vocazione turistica, per un grande progetto di promozione del Paese. «Quando il primo ministro Renzi ha detto un euro speso in sicurezza e un euro speso in cultura ha detto una cosa straordinaria, in cui dobbiamo credere», continua Franceschini e in questa direzione va l’impegno del suo Ministero e i nuovi finanziamenti, per due milioni di euro, da investire. «Basta con le posizioni snobistiche del passato, apriamo i luoghi della bellezza italiana alla moda perchè sono due pezzi dell’identità nazionale e questa è una carta in più per la competitività nazionale», ha concluso il ministro.

Tra sei settimane verrà annunciata la prima iniziativa per il «patto per la moda» ha detto ieri il direttore degli Uffizi Eike Schmidt che ha subito escluso, per non fare confusione, che si possano fare «le sfilate agli Uffizi», rimandando tutto agli «spazi senza opere d’arte».

Nonostante la lunghezza e la ripetitività degli interventi delle autorità quella di ieri è stata una inaugurazione che si farà ricordare anche per il decisionismo e la concretezza del sindaco Dario Nardella. per l’orgoglio di toscanità e di lavoro manufatturiero del presidente della Regione Enrico Rossi, per la voglia di fare bene del neo presidente del Centro Moda Andrea Cavicchi che ha ricordato quanto «la Fortezza per noi è vitale» e come raccolga con entusiasmo il testimone dal predecessore Stefano Ricci al quale tutta la sala ha tributato un caloroso applauso. Perchè se oggi la cultura della moda torna alla sua centralità di programma molto si deve alla presidenza di Stefano Ricci e alle operazioni per Firenze che hanno riguardato le celebrazioni per i 60 anni del Centro Moda. vera “miccia“ per futuri grandi progetti.