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Nasce l’archivio digitale della moda

Europeana Fashion: 700mila voci online

Il progetto decolla mercoledì a Firenze con un convegno internazionale di EVA DESIDERIO
 

Nasce l'archivio digitale della moda
Nasce l'archivio digitale della moda

Firenze,14 aprile 2013 - UN PROGETTO bello e ambizioso, per mettere online il patrimonio sconfinato della moda. Non solo quella italiana ma quella che rappresenta la cultura universale del settore, sparsa per tanti prestigiosi musei, raccolte d’arte, archivi e collezioni private. E, ancora più importante, quando tutto sarà ordinato nel 2015, con accesso gratuito e quindi davvero democratico specie per gli studenti delle scuole e per i giovani talenti dello stile. E’ «Europeana Fashion», l’immenso archivio online di moda, che mercoledì e giovedì decolla da Firenze con un convegno internazionale di contenuti elevati «Fashion Industry And Glam Community», dove Glam sta per Galleries Libraries Archives Museum, ovvero la comunità culturale della moda.

Arriveranno studiosi da ogni dove, curatori e media expert che si daranno appuntamento all’auditorium di Sant’Apollonia per una due giorni davvero speciale che ha in Alessandra Arezzi Boza, Communication e Content Manager di Europeana Fashion nonché direttrice della Fondazione Emilio Pucci, l’artefice operosissima e coraggiosa, l’intellettuale che ha guidato con Marco Rendina ricercatore ed esperto dei nuovi media e Dieter Suls del Mode Museum di Anversa, tutto questo percorso sul Fashion Heritage mai tanto importante come oggi per il settore.

«C’è un’evidente carenza di archivi digitali — spiega Alessandra Arezzi Boza — con contenuti di moda strutturati e affidabili. Su internet si trova di tutto ma in modo non organizzato. Poi la moda non era un soggetto presente su Europeana, la Biblioteca digitale europea che propone attualmente online più di 24 milioni di oggetti digitali per vari domini del patrimonio culturale. Così grazie ai finanziamenti europei di oltre 4 milioni di euro è nato nel 2012 il progetto di Europeana Fashion per costituire un unicum di archivi e musei online che entro marzo 2015 pubblicherà in rete 700.000 oggetti digitali di moda. Tutto corredato da testi in 12 lingue europee». Uno sforzo enorme sostenuto e guidato dalla Fondazione Rinascimento Digitale, organizzazione privata senza scopi di lucro con sede a Firenze, nata per sviluppare e promuovere l’adozione di tecnologie Ict nell’ambito dei beni culturali, che gode del sostegno illuminato dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

Alla conferenza prenderanno parte esponenti della cultura internazionale e personalità del mondo della moda come Laudomia Pucci, presidente della Fondazione Emilio Pucci, Raffaello Napoleone ceo di Pitti Immagine, Linda Loppa, direttore di Polimoda, Maria Luisa Frisa direttore del corso di laurea dell’Università Iuav di Venezia, Valerie Steele, direttore del museo del Fit di New York, Stefania Ricci direttore del Museo Ferragamo, il design Fabio Quaranta e molti altri studiosi.

«Questo progetto non ha niente di commerciale — continua Alessandra Arezzi Boza, anche lei naturalmente tra i relatori del convegno — ed ha un grande valore culturale. E non è certo un caso che tutto sia partito da Firenze, città capitale internazionale del fashion che ha una storia assai significativa. Europeana Fashion è un portale che avrà dei contenuti inediti dagli archivi aziendali e dalle più importanti istituzioni, a tutto vantaggio della creatività».

L’antico che esce dalla storia dei defilè e il nuovo delle moderne tecnologie di internet per innescare un meccanismo culturale vivo, un esperimento di spessore che rilancia il ruolo di Firenze come città in costante evoluzione con questo immenso archivio digitale. 

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