Firenze, 24 gennaio 2018 - Sono 115 i marchi internazionali della filatura che si danno appuntamento a Firenze per Pitti Filati 82, dal 24 al 26 gennaio, con il tema-guida del cinema, come per gli altri saloni invernali di Pitti. Diciotto marchi esteri, plotone al comando tutto pratese per un salone che quest'anno sembra caratterizzato da due temi forti sul piatto: da un lato l'aumento del costo delle materie prime che preoccupa e non poco i produttori, dall'altra l'euro molto forte sul dollaro, elemento che penalizza le esportazioni dall'Italia.

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A Pitti Filati quest'anno sono in mostra le anteprime per la primavera/estate 2019 delle collezioni di filati per maglieria. Lo spazio ricerca questa volta esplora la naturalezza dei filati. L'area Fashion at work invece riunisce espositori italiani e stranieri impegnati in consulenze stilistiche, progettazione punti e prototipi, stampa su maglia, macchine per maglieria, bottoni e minuterie, accessori e passamanerie, ricami e applicazioni, tintorie e finissaggi. Moda Futuribile, il progetto promosso da Dyloan Studio, affronta il tema della sostenibilità: un approfondimento dei parametri sostenibili su tutti gli ambiti tipici della filiera moda.

I NUMERI DEL SETTORE - Per il settore della filatura italiana il 2017 dovrebbe attestarsi come un anno di stabilità: secondo i dati elaborati da Sistema Moda Italia, diffusi oggi alla vigilia di Pitti Filati 82 (24-26 gennaio), il fatturato si dovrebbe portare sui 2,86 miliardi di euro, archiviando una lieve crescita del +0,8%. Ancora una volta il mercato italiano si è rivelato più ricettivo, con dinamiche positive per la filatura laniera e cotoniera, mentre il filato di lino resta in flessione. Sul fronte estero, la filatura è stimata permanere in area negativa, ma in decelerazione rispetto al 2016 (-1,0%), fermandosi così a 819 milioni di euro. Contestualmente l'import dovrebbe archiviare un lieve aumento del +0,3%, per un ammontare complessivo di 884 milioni di euro.

Il mercato interno si rafforza di un +0,2%. Calo anche sul versante occupazionale: la filatura laniera presenta ancora delle contrazioni nei primi 9 mesi dell'anno (-1,3% e -1,7% rispettivamente nel gennaio-marzo e nell'aprile-giugno, -2,3% nel terzo trimestre). Per quanto riguarda il commercio con l'estero, nei primi dieci mesi del 2017, la filatura archivia un calo pari al -1,7% in termini di export, mentre l'import conferma i livelli dello scorso anno (+0,2%). Più in dettaglio, passando all'analisi dei principali mercati di sbocco, l'export di filati cardati accusa una contrazione verso Hong Kong (-9,2%) e Regno Unito (-1,7%); di contro, l'export verso la Croazia cresce del +50,9% e verso il Portogallo risulta in aumento (+14,6%), mentre la Cina flette del -2,8%, la Turchia perde il -19,9%, la Tunisia il -1,8 e la Bulgaria il -15,3%. Anche l'export di filato pettinato, similmente al cardato, sperimenta una perdita nel caso di Hong Kong (-6,3%), mentre risultano in crescita Turchia (+16,7%), Regno Unito (+12,1%) e Bulgaria (+30,1%), nonché la Tunisia (+9,5%). I filati misti chimico/lana registrano un incremento dell'export verso Turchia (+1,2%) ed Austria (+6,5%). I filati di cotone sono in aumento verso Germania (+8,9%), Croazia (+3,9%), Francia (+7,2%), Regno Unito (+2,1%), Romania (+3,6%).

ALLA LEOPOLDA - Infine in concomitanza con la fiera, dal 24 al 28 gennaio, alla Stazione Leopolda c'e Vintage Selection, salone di abbigliamento, accessori e oggetti di design vintage.