Firenze, 10 dicembre 2017 -  Con l'80,26% su 2.133 voti (1.712), e circa il 17% di no (376), un po' meno della metà per delega, l'assemblea di ChiantiBanca ha approvato la proposta del cda per un'alleanza con Iccrea, abbandonando l'ipotesi di andare con Ccb votata invece nell'assemblea del maggio scorso. Gli astenuti sono stati 37, 8 le schede bianche e nulle.

Sono stati 1034 (di cui 323 per delega) i soci di ChiantiBanca arrivati al Mandela Forum di Firenze all'apertura dell'assemblea convocata dal cda che ha proposto l'adesione al Gruppo Iccrea e l'abbandono dell'alleanza con i trentini di Cassa Centrale Banca che era stata scelta nell'assemblea del maggio scorso, quando alla guida dell'istituto di San Casciano c'era ancora Lorenzo Bini Smaghi, poi sconfitto nella stessa assemblea e sostituito da Cristiano Iacopozzi.

Dopo la relazione del presidente, che ha ricordato come a maggio i soci votarono l'avvio di trattative con Ccb, "ma non l'alleanza", e quella tecnica del dg Mauro Focardi Olmi, l'assemblea è entrata nel vivo con 3 minuti di tempo a disposizione di ogni socio.  Il presidente ha annunciato che i soci potranno votare, "in modo palese con schede nominative", fino alle 14.

Iacopozzi ha ricordato che la votazione che portò a scegliere l'alleanza con Trento, "era stata impugnata da un gruppo di soci" e, "anche per questo il cda ha deciso di riconvocare i soci e proporre a loro la scelta di Iccrea". Tra i presenti pure Bini Smaghi, socio storico di ChiantiBanca.

IACOPOZZI - Al cda di ChiantiBanca sono arrivate due diffide, una da Cassa Centrale Banca e una dai suoi legali "in cui si intima all'istituto" di non proporre strade diverse dall'alleanza con Ccb "per non creare danno" al gruppo trentino annunciando e minacciando l'avvio di ricorsi. Lo ha detto il presidente di ChiantiBanca Cristiano Iacopozzi aprendo i lavori dell'assemblea a Firenze. Ricordando che la scelta definitiva, come previsto dalla direttiva di Bankitalia, sarà presa nell'assemblea del maggio prossimo, Iacopozzi si è chiesto quale "danno si farebbe se si decidesse di non partecipare a un gruppo in via di costituzione". "«Minacce e avvocati non sono un buon biglietto da visita e soprattutto in terra Toscana. L'aspirante capogruppo parte con il piede sbagliato", ha concluso il presidente.

Iacopozzi ha poi detto, al momento delle repliche: "Non ho mai avuto un'iscrizione a un partito politico né ad alcuna loggia e considero offensivo che qualcuno possa pensarlo". Il presidente di ChiantiBanca ha risposto a qualche socio che aveva collegato la scelta di Iccrea, proposta dal cda, a pressioni politiche. Iacopozzi, a proposito del titolo subordinato emesso da Ccb dopo l'assemblea del maggio scorso, ha ribadito che "il prospetto prevede una clausola, senza penali", che consente la restituzione "dal 30 giugno 2018".

BINI SMAGHI - "Esistono pareri opposti sulla legalità di quanto avvenuto" all'assemblea del maggio scorso. Lo ha detto Lorenzo Bini Smaghi intervenendo all'assemblea, confermando il suo voto contrario alla proposta del cda di ChiantiBanca di andare con Iccrea. Proprio Bini Smaghi, allora presidente dell'istituto, aveva proposto e fatto votare per l'alleanza con Ccb. "Qual è il valore delle nostre azioni ora non lo sappiamo - ha aggiunto l'ex componente del board della Bce - di certo sappiamo che non ci saranno dividendi nei prossimi anni e che non si possono vendere perché il fondo per ricomprarle è esaurito. Per chi vuole recuperare qualche risparmio la sola speranza è che entrino nuovi soci e forniscano liquidità per consentire a loro di uscire. Ccb, sono convinto, dà più opportunità per attirare nuovi soci". Poi Bini Smaghi ha annunciato che, comunque, a maggio prossimo voterà per lo statuto "perché altrimenti rischieremmo di perdere la licenza. Dobbiamo lavorare per la banca", ha concluso chiedendo chi ha detto che "Ccb vuole quotarsi in borsa e perchè invece Iccrea non potrebbe farlo".