Firenze, 30 novembre 2017 - A un anno esatto dal lancio è tempo di bilanci per Airbnb Experiences, il nuovo prodotto della piattaforma di San Francisco che si affianca al business già consolidato di Homes, offrendo ai viaggiatori attività in compagnia di esperti locali. Da novembre 2016, la piattaforma Airbnb ha registrato un rapido incremento dell’offerta che è passata dalle 95 Esperienze disponibili al lancio in 12 città, alle attuali oltre 3100 Esperienze attive in più di 40 città nel mondo.

Dopo il successo del progetto pilota di Firenze, l’Italia, con l’introduzione di Roma e Milano, si afferma come unico Paese in Europa con 3 mercati attivi per un totale di 250 Esperienze. A trainare l’offerta in Italia e nel mondo il comparto «food&drink», che cattura in Italia il 57% delle prenotazioni totali, percentuale che sale al 70% nel caso di Firenze e si attesta al 49% nel caso di Roma (30% a livello globale).

È a Firenze la quarta Esperienza più prenotata nel mondo negli ultimi 30 giorni, una degustazione di vini organici. Il giudizio sulla qualità delle Esperienze offerte spetta come sempre ai viaggiatori tramite lo strumento delle recensioni online (possibili solo dopo aver concluso l’Esperienza): in Italia i viaggiatori hanno lasciato recensioni a 5 stelle nel 95% dei casi, superiore alla media globale, che si attesta all’89%.

«I due terzi degli ospiti delle Esperienze ha meno di 35 anni – commenta Matteo Stifanelli, Country Manager di Airbnb in Italia – una conferma del un nuovo modo di viaggiare dei Millennials, che prediligono sempre più le attività all’osservazione passiva e ricercano continuamente un contatto autentico con le persone del luogo». La qualità dell’offerta ha rapidamente incoraggiato anche la domanda tanto che, dal gennaio 2017, il numero di viaggiatori che prenotano un’Esperienza sulla piattaforma è cresciuto di 20 volte.

In attesa dei nuovi lanci nel 2018, Airbnb ha svelato a Firenze i 6 nuovi mercati che ospiteranno le Airbnb Experiences entro fine anno: Jamaica, Costa Rica, Buenos Aires, Hong Kong, Bali, Melbourne.

Intanto, siglato l’accordo tra AirBnB e Comune di Firenze sulla riscossione della tassa di soggiorno dagli aderenti alla piattaforma web delle locazioni turistiche. Dal 1 gennaio 2018 AirBnB riscuoterà direttamente il tributo dagli ospiti delle case ‘in affitto’ sul sito (3 euro al giorno, equiparazione dell’imposta ad un albergo a 2 stelle), e la riverserà in automatico a Palazzo Vecchio.

È stimato in 6,5 milioni complessivi il gettito annuale atteso, e destinato a crescere, secondo le previsioni del Comune, fino a 8-9 milioni. I locatori turistici di AirBnB a Firenze sono stimati in circa 5.300, gli ospiti circa 690mila all’anno. Firenze, si spiega da Palazzo Vecchio, è la terza città d’Italia dopo Bologna e Genova, e la prima tra le grandi mete turistiche della penisola, a stringere un accordo del genere con AirBnB. Complessivamente il gettito annuo della tassa di soggiorno a Firenze ammonta attualmente a circa 33 milioni di euro. In Italia il mercato di Airbnb nel 2017 è cresciuto del 22% rispetto all’anno precedente, con oltre 318mila annunci attivi: lo rivela una ricerca presentata alla Borsa del turismo online da AirDna, società che traccia l’attività di oltre 5 milioni di affitti a breve nel mondo.

Primo mercato per Airbnb in Europa rimane la Francia (377mila annunci, 27%), ma crescono anche Spagna (229mila annunci, +33%), Regno Unito (160mila annunci, +44%) e Germania (106mila annunci, +43%). In Italia le prime tre regioni sono Toscana (46.956 annunci), Sicilia (37.640), Lazio (34.351), mentre come città, dietro Roma, Milano, Firenze e Venezia, Napoli è al quinto posto con una crescita degli annunci del 50% in un anno. Sulla cosiddetta AirBna tax «è necessario ci sia questo dibattito a livello internazionale: il rischio purtroppo è che l’Italia possa in qualche modo prendere una traiettoria un pò individualista, che di solito manca il bersaglio, e mi riferisco ad esempio alla cosiddetta Web Tax, ma anche alla cosiddetta Airbnb Tax» ha detto Matteo Stifanelli, country manager di Airbnb Italia, a proposito di eventuali revisioni normative in campo fiscale che inciderebbero sui player del web e della sharing economy. «Per quanto riguarda la cosiddetta Airbnb Tax - ha affermato, a margine di Bto a Firenze - come ha detto l’Antitrust in qualche modo si rischia di danneggiare l’utente dall’altro lato; per quanto riguarda invece la Web Tax, il rischio è di danneggiare le Pmi che vogliono andare online». Secondo Stifanelli, «dove siamo messi nella condizione di lavorare con le istituzioni come a Firenze - ha detto, riferendosi all’accordo sulla tassa di soggiorno - noi siamo pronti a creare soluzioni digitali, innovative, veloci, smart che riescano a risolvere il problema».