Firenze, 5 febbraio 2018  - Il cantiere dei Nuovi Uffizi va avanti e regala altri importanti spazi al complesso Vasariano. Ed è proprio a lui, artista, architetto di corte e grande cantore della dinastia medicea, che è dedicato l’auditorium inaugurato ieri al pian terreno dell’ala di ponente. Si tratta di uno spazio da 120 posti con a fianco tre nuove sale, il tutto intitolato a Giorgio Vasari.

A scoprire la targa sotto i loggiati sono stati il direttore degli Uffizi Eike Schmidt e il sindaco Dario Nardella, insieme al sovrintendente Andrea Pessina che ha fatto il punto sull’avanzamento del cantiere. Intanto, in una delle nuove sale i visitatori possono già ammirare la scultura romana Arianna dormiente, che fino a poco tempo fa si trovava in Galleria al secondo piano, davanti al Tondo Doni di Michelangelo.

Inoltre, arredano gli spazi i monumentali portoni originali degli Uffizi, risalenti al ‘500 e un enorme stemma mediceo della stessa epoca. Nella adiacente Sala della Fondazione degli Uffizi sono esposti gli otto sedili della fine del Cinquecento che in origine erano collocati a Palazzo Pitti e che riproducono a bassorilievo in marmo le medaglie di fondazione degli Uffizi con le gesta di Cosimo I.

La sala seguente è dedicata alla Fabbrica degli Uffizi, ed ospita i modelli costruiti in occasione della mostra del 2011 sui progetti di Vasari. Infine, nella terza sala un omaggio all’architetto giapponese Arata Isozaki, vincitore di un concorso internazionale negli anni 90 per la progettazione dell’uscita degli Uffizi, non ancora realizzata a distanza di 20 anni: in attesa di sapere se, come e quando sarà realizzata la sua Loggia, sono esposti disegni, carte ed un modello in legno.

«Firenze si arricchisce di nuovi spazi, tra i quali uno ad hoc per la valorizzazione culturale, l’educazione e la diffusione di conoscenza - ha spiegato, presentando il nuovo auditorium Eike Schmidt - sarà un luogo perfetto, agli Uffizi, per accogliere conferenze, convegni scientifici, dibattiti pubblici e manifestazioni culturali». Non c’è dubbio che Schmidt avrebbe voluto inaugurare - o almeno mettere la prima pietra ‐ anche la Loggia di Isozaki, prima della fine del suo mandato nel 2019 e del suo trasferimento al Kunsthistorisches Museum di Vienna. Ma ormai i tempi non ci sono: «Va scelto se si preferisce uno spazio funzionale ad un grande buco nero nel centro di Firenze, con una gru sopra  -  ha detto il direttore -  La mia è una sollecitazione molto chiara alle istituzioni. So bene che aver intitolato una sala ad Isozaki prima di realizzare la loggia è un anomalia. Ma l’anomalia non è la sala, ma la mancanza della loggia. Isozaki ha vinto questo grande concorso internazionale nel 1999. Ormai sono 19 anni fa. Nel frattempo ha vinto anche il ricorso. L’Italia è uno stato di diritto e ora non c’è nessuna ragione amministrativa, legale, per non realizzare la loggia. La situazione, quindi, va assolutamente risolta».

Ha raccolto la sfida il sindaco Nardella, che si è detto fiducioso sulle decisioni che il ministro del Mibact Dario Franceschini prenderà, «perché, in effetti, una soluzione è necessaria, qualunque strada si prenda». Il sindaco ha ricordato che il Comune non può comunque fare il primo passo, visto che si tratta di proprietà statale: «Io non sono per principio contrario all’arte e all’architettura contemporanea - ha aggiunto Nardella - È un progetto promosso dallo Stato, da anni se ne stanno occupando tutti i ministeri, quindi noi come Comune possiamo svolgere solo un ruolo di supporto».