Firenze, 18 ottobre 2017 - “Siate ribelli, praticate la gentilezza” è un bell'invito di Saverio Tommasi, reporter (fanpage.it), che dà il titolo al suo libro edito da Sperling & Kupfer, presentato nei giorni scorsi alla Marabuk di Firenze. La gentilezza è una forma duratura di ribellione, un artigianato del comportamento da unire a un maggiore senso di gratitudine, così disperso nelle forme finte e utilitaristiche di “riconoscenza breve” che Duccio Demetrio ha esplorato in un suo saggio.

Le pagine scritte da Tommasi sono colme di gratitudine per il dono di due figlie, Caterina e Margherita, la cui nascita, a non molta distanza l'una dall'altra, spinge genitori sensati a fare al tempo stesso bilanci e a guardare avanti, assumendo una nuova visione del tempo (“quello che prima di avere un figlio non si può capire sono le piccole cose”) e dandogli una direzione. Di fatto non è un saggio quello di Tommasi, ma una lunga lettera in più capitoli nella quale l'autore augura e declina con esempi e vicende “una cultura fatta di storie” che più di mille formule possono aprire alla comprensione delle cose.

Nel mix suscitato dall'entusiasmo paterno e dalla visione di un futuro per le piccole, Tommasi annota cento punti di ricordo che sono brevissime storie sulle figlie e alle figlie che gli hanno donato, con la moglie, lo stupore di esserci e di rispecchiarsi. Tommasi augura loro di avere delle visioni, dei sogni, di accettare le imperfezioni e le diversità, di conoscere le storie di partigiani e partigiane, di dare la precedenza a vecchi e bambini, di amare parlare con tutti (anche con i fascisti, compreso quello che ha cambiato idea grazie all'incontro con Saverio): “Ogni persona – scrive - ha dentro di sé le carte per migliorare il mondo”.

Si deve dare sempre una chance. Sono proprio gli antidoti alle dittature pubbliche e anche a quelle che uno, non accorgendosene, esercita sugli altri. “Siate ribelli, praticate la gentilezza” ha in filigrana le declinazioni del tempo anche se non sono esplicitate: il tempo del rischio della deriva (il ricordo della bisnonna e il pensiero su come vivere la vecchiaia) e il tempo com'era (gli anni prima della tecnologia), il tempo dei social e il tempo della paura (avere paura delle risonanze magnetiche e degli hater), e, su tutti, il tempo di ciò che è bello e che dà senso a sé e agli altri: Tommasi lo scandisce con alcune frasi efficaci come “ognuno di noi ha un tassello di sole in tasca”, “sorridere non ha contrindicazioni”, “non lasciare mai sola la libertà”.