Firenze, 7 aprile 2015 -  "Io scrivo di guerre interiori, l’eterna lotta degli esseri umani contro la propria felicità". Si presenta così Sara Zelda Mazzini, 35 anni, residente sotto l'opaco cielo di Monaco di Baviera ma nata e cresciuta al tiepido e luminoso sole del Chianti. Ed è qui che torna spesso, dalla sua famiglia a San Casciano val di Pesa, per respirare e lasciarsi contagiare da un genius loci che ancora lascia traccia nei suoi libri e i suoi blog.

Come nei “I Dissidenti”, romanzo "underground costantemente in bilico tra immaginazione e realtà", che in parte è ambientare a Volterra e nella campagna toscana. Aveva 11 anni quando sua madre le regalò una macchina da scrivere, su cui ha cominciato a picchiettare le prime incerte poesie, poi racconti, abbozzi di romanzi. Con una convinzione crescente: quella sarebbe stata la sua strada, la sua gioia e un po’ anche la sua disperazione. Perché una cosa è scrivere, un’altra è riuscire a trovare un editore. Ma Sara Zelda Mazzini ce l’ha fatta. Tenace, bella e grintosa, con quell’espressione ancora sbarazzina e quella vitalità negli occhi che accende ogni conversazione, si è affacciata sullo sterminato mondo del web e ne ha conquistato uno spicchio. E’ qui che ha pubblicato il suo primo romanzo, la sua raccolta di racconti «Cronache dalla fine del mondo» e dove cura i sui blog «La Baviera corallina» e «A room with a review». La sua è una storia di autoproduzione, riuscita.

Come è iniziata?

«Beh, un po’ come tutti coloro che inviano manoscritti a case editrici che non rispondono nemmeno. A 20 anni ho cominciato a mandare i miei romanzi di qua e di là ed è stata un’esperienza davvero frustrante. Se andava bene mi chiedevano un contributo economico per la pubblicazione, con l’impegno di acquistare un certo numero di copie».

E lo sbarco su Internet come è arrivato?

«Ho provato ad aprire un blog e ho visto che avevo un bel consenso. Così ho tentato la pubblicazione dei miei racconti provando la versione e­book. E’ andata bene e ho proseguito con il mio primo romanzo «I Dissidenti», edito con Narcissus Self Publishing e in commercio su Amazon Kindle Store e su tutte le principali vetrine digitali».

Di cosa parla?

«Diciamola così: siamo in un presente parallelo, in cui vige l’ideale della trasgressione. Mentre gli uomini lasciano le proprie famiglie per non farvi più ritorno, le donne si contendono i pochi rimasti, innalzando barriere di invalicabile rivalità. È un’era di anticonformismo a tutti i costi, in cui il nemico da combattere si identifica inevitabilmente con una comunità di individui ordinari, guidati dall’ex stella del rock americano Syd Duncan, che vive secondo valori tradizionali come il lavoro manuale, rifiutando la celebrità. Non aggiungo altro. Dico solo che i personaggi si dibattono fra incubi ancestrali e qualche antico mistero».

La protagonista però è una donna.

«Sì, è una donna che ha già superato la trentina: un’eroina forte, consapevole e indipendente. Il genere fantasy ha la funzione di tracciare un’allegoria della società occidentale contemporanea, evidenziandone i contrasti e amplificandone i difetti».

Ma lei che ci fa a Monaco?

«Vivo a Monaco perché mio marito ha accettato un’offerta di lavoro molto vantaggiosa. Devo dire che è anche grazie a lui che ho proseguito con tenacia il mio sogno di diventare una scrittrice, perché mi ha sempre incoraggiato e sostenuto».

Del resto nel suo nome c’è già un destino letterario...Forse i suoi genitori la pensavano già fra le pagine di un libro.

«No, mio padre Giampiero e mia madre Maria Teresa mi hanno battezzata Sara. Sono io che ho aggiunto Zelda, proprio in omaggio a Zelda Fitzgerald, scrittrice, pittrice e ballerina, nonché moglie del celebre scrittore Francis Scott Fitzgerald. Il grande Gatsby è uno dei miei libri preferiti».

"I Dissidenti" sta vendendo molto bene. E nel frattempo sta per pubblicare il nuovo romanzo.

«Sarà pronto per l’estate e sarà ancora auto­prodotto. Ma stavolta ho cambiato registro. Non ci sarà più il surrealismo onirico de I Dissidenti, questo sarà un romanzo completamente diverso. Presto sul mio blog dirò qualcosa in più anche della trama. Ma intanto vorrei ricordare che comprando i miei libri si aiuta Oipa, un’organizzazione no profit per la tutela della natura e degli animali, a cui devolverò il 5% del mio guadagno mensile sulle vendite».