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"Stranieri nostri fratelli"

L'ora di religione

Circa seicento i presenti, di Albania ed Eritrea, Romania e Madagascar, Camerun, Senegal e ancora Sri Lanka, Perù, Colombia e, naturalmente, di italiani in piazza Dalmazia per Samb Modou e Diop Mor

Strage razzista in piazza Dalmazia, il ricordo per Samb e Diop
Strage razzista in piazza Dalmazia, il ricordo per Samb e Diop

Firenze, 16 gennaio 2012 -  "Stranieri nostri fratelli": nel luogo in cui sono stati uccisi Samb Modou e Diop Mor il 13 dicembre scorso, un cuscino di fiori con questa scritta è stato deposta venerdì pomeriggio dalla Comunità di Sant'Egidio, la Caritas diocesana, il Centro internazionale studenti Giorgio La Pira e il Quartiere 5, dopo una cerimonia a cui ha preso parte la Comunità senegalese, insieme ai parroci della zona, i bambini e allievi delle scuole Matteotti e Poliziano, l'edicolante Gabriele Nincheri, che cercò di fermare il killer, i rappresentanti dei negozianti e ancora Migrantes e altre associazioni. Tutti, a un mese di distanza dalla loro uccisione, hanno portato una gerbera per Samb e Diop come segno di passione per un futuro condiviso. "La memoria - è stato detto - è l'arma di coloro che sono pacifici e non si rassegnano alla paura". C'è un fuoco, una passione malata, che mira a distruggere ciò che fa la bellezza, anche ordinaria, del vivere insieme. Ebbene, "a questo fuoco non si può rispondere che con un fuoco più grande".
 

 

Anche imparare a conoscere anima questa fiamma che, al contrario dell'altra, riscalda e non uccide. Il Senegal è il Paese della “Teranga”, o dell’accoglienza. Simboleggiata dal leone, caratterizza il profilo di un popolo straordinario che, sottolineano al Centro La Pira, è animato da "un'intraducibile combinazione di accoglienza e ospitalità, forza e coraggio, orgoglio, dignità”. Sono tratti che sono stati custoditi e rilanciati in forme diverse dalla città del fiore. Da Firenze, nonostante zone d'ombra come quelle che hanno portato via Samb e Diop irradia una visione “alta della società cittadina... - spiega il rabbino Joseph Levi - Ogni cristiano ed ogni somalo o senegalese è un nostro fratello, ogni ebreo e ogni musulmano è un nostro concittadino, ogni turista o cittadino americano, canadese, argentino o peruviano arricchisce la nostra società e le nostre sensibilità”. L'imam Izzedin Elzir osserva che “oggi si parla tanto di crescita del mercato. Questo è un fatto senz’altro importante, ma mi sembra che ci sia bisogno di una crescita etica-morale”.
 

 

Domenica 15 gennanio, si è celebrata nelle diverse diocesi la Giornata Migrantes. Il tema scelto è 'La parola: vita nuova senza frontiere. Migrazioni e nuova evangelizzazione'. A Firenze, la liturgia presieduta dall'arcivescovo Giuseppe Betori nella parrocchia di San Frediano in Cestello, un momento conviviale al Convitto della Calza, quindi convegno. La giornata è promossa da Migrantes e dal Centro La Pira.
 

 

L’arcivescovo Giuseppe Betori, riflettendo su questi temi nella sua omelia per la liturgia celebrata a San Frediano in Cestello, ha sottolineato come occorra “anche che l’impegno della ricerca non sia frenato dalla pigrizia che impedisce di uscire da schemi consolidati”. Alla migrazione come fenomeno storico potrebbe e dovrebbe corrispondere un movimento speculare di attenzione, di uscita, di migrazione da sé per “far crescere la comunione nella comunità cristiana e far sì che questa comunità si senta impegnata per una convivenza solidale nella società”. Sono coordinate che “costituiscono il contesto in cui la testimonianza del Vangelo esprime la sua credibilità e la sua efficacia per il bene di tutti. È un vincolo anche per la nostra Chiesa fiorentina, per essere fedeli al cammino a cui il Papa ci chiama per una nuova evangelizzazione nel contesto delle migrazioni”.
 

 

Circa seicento i presenti, di Albania ed Eritrea, Romania e Madagascar, Camerun, Senegal e ancora Sri Lanka, Perù, Colombia e, naturalmente, di italiani. Osservandoli, Betori, che nel saluto iniziale ha ricordato Samb Modou e Diop Mor, notava anche come “comunità cristiane di antica tradizione possono ricevere dai nuovi immigrati un impulso a una rinnovata vitalità dell’annuncio e della testimonianza di fede”. Alla giornata hanno preso parte Massimo Toschi per la Regione Toscana e l’ambasciatore delle Filippine, accolti da padre Stefano Messina (direttore diocesano di Migrantes).
 

Michele Brancale 

 

ECCO ALCUNI LINK DI DIOCESI E COMUNITA' RELIGIOSE

 

Chiesa cattolica - Firenze

 

Per link ai siti web delle diocesi toscane
 

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Chiesa russa ortodossa di Firenze
 

Chiesa greco ortodossa
 

Chiesa copto ortodossa

 

Chiese cristiane evangeliche di Firenze

 

Chiesa valdese

 

Chiesa evangelica metodista

 

Chiesa Battista di Firenze
 

Florence Gospel Fellowship International
 

Campus Crusade for Christ International (Ccci)


Comunità ebraica

 

Per informazioni sulla Comunità islamica

 

Istituto buddista italiano Soka Gakkai
 

Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia

 

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