Dopo un'attesa di dieci anni arrivano "pezzi" importantissimi a Firenze, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio
Firenze, 23 settembre 2011 - L'attesa è finita. E' durata dieci anni, ma finalmente le due sale del Museo Egizio di Firenze dedicate alla collezione romano-copta e a quella tolemaica riapriranno. L'occasione c'è: oggi e domani saranno le Giornate Europee del Patrimonio. Ad impreziosire il tutto, la mostra fotografica di Anna Maria Romoli e Rino Sica intitolata Il fascino eterno dell'antico Egitto. Le due sale erano state provvisoriamente aperte nel 1998 ma disallestite nel 2002, e da allora attendono una sistemazione definitiva. Per la loro riapertura la direttrice del museo Maria Cristina Guidotti ha provveduto a inserire pezzi celebri. "Alcuni non sono mai stati esposti in pubblico, tra questi sono da ricordare soprattutto una preziosa collezione di tessuti copti, provenienti dalla città di Antinoe, un'imponente sfinge tolemaica in granito, il corredo della defunta Takerheb comprensivo del sarcofago e dei suoi oggetti funerari (tra cui bende iscritte e bracciali), e poi la punta di diamante: nella sala tolemaica, tre icone di legno dipinto. Una rarità - sottolinea Maria Cristina Guidotti - se pensiamo che ne esistono solo 20 al mondo. Noi ne abbiamo 3", dice soddisfatta. "Una curiosità: il condizionale è d'obbligo, ma la somiglianza dei due corredi funerari è tale, che ipotizziamo la presenza di un figlio della 'nostra' Takerheb nel museo della città di Leida, in Olanda. Lo confermerebbe inoltre un'iscrizione, anche se potrebbe trattarsi di un caso di omonimia, mentre di lei sappiamo poco o nulla. Di certo era di famiglia benestante, figlia di un sacerdote". Innovativa la presenza di una vera e propria cassettiera, che conterrà la collezione di abiti e tessuti e permetterà quasi un contatto diretto dei reperti con i visitatori. Inoltre, uno dei simboli del museo, Il ritratto di donna del Fayum, cambierà collocazione e andrà a completare la collezione della sala romano-copta. A corredo dell'esposizione ci saranno le fotografie di Anna Maria Romoli e Rino Sica, esperti fotografi che hanno visitato più volte l'Egitto. La profondità dello scatto permette al visitatore di entrare nelle distese desertiche della Valle del Nilo e incrociare i volti della popolazione, testimone di una cultura millenaria. I pannelli accompagneranno i visitatori per tutte le sale del Museo Egizio, fino ad arrivare a quelle nuove.
Irene Carlotta Cicora