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Roma: 'Sacra Mirabilia' al Museo
di Castel Sant'Angelo

Dal 18 febbraio all'11 aprile sarà ospitata a Castel Sant'Angelo a Roma, allestita con piccoli e grandi capolavori provenienti dal sistema museale di Castiglion Fiorentino: la Pinacoteca, il Museo Civico Archeologico e il Museo della Pieve di S. Giuliano

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'Sacra Mirabilia' Tesori di Castiglion Fiorentino
'Sacra Mirabilia' Tesori di Castiglion Fiorentino

ROMA - Fu Frate Mansueto a portare a Castiglion Fiorentino la preziosissima Croce Santa, raffinato reliquario avuto in dono direttamente dal re Luigi IX in segno di stima per l’importante opera diplomatica che il monaco aveva svolto in qualità di legato apostolico di papa Alessandro IV, nella disputa tra Francia e Inghilterra, conclusasi con il trattato di Parigi del 1259. Opera di straordinaria qualità del terzo-quarto decennio del XII secolo, è catalogata come manifattura francese alta 43 centimetri in argento dorato, filigrana, smalti, perle, gemme e pietre dure. La Croce Santa è uno degli oltre quaranta pezzi della mostra Sacra Mirabilia che dal 18 febbraio all'11 aprile sarà ospitata a Castel Sant'Angelo a Roma, allestita con piccoli e grandi capolavori provenienti dal sistema museale di Castiglion Fiorentino: la Pinacoteca, il Museo Civico Archeologico e il Museo della Pieve di S. Giuliano. Un percorso espositivo che, sul fil rouge della tradizione sacra e delle ritualità devozionali, copre un arco che va dal VI secolo a.C. al XIX secolo e che ha l'obiettivo di dare un piccolo assaggio dei tantissimi tesori custoditi sul territorio di Castiglion Fiorentino.

 

Curata dal professor Paolo Torriti dell’Università di Siena con la collaborazione dell’etruscologa Margherita Gilda Scarpellini e realizzata dal Comune di Castiglion Fiorentino (Provincia di Arezzo) in collaborazione con la Soprintendenza Speciale al Polo Museale Romano, l'esposizione riunisce capolavori di tante scuole: da quella aretina a quella umbro-marchigiana, dalla senese alla fiorentina, molti dei quali restaurati per l'occasione dall'Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

 

Cronologicamente si parte dai reperti del Museo Civico Archeologico provenienti dagli gli scavi del tempio etrusco rinvenuto nel piazzale del Cassero e da antichi insediamenti dell'area castiglionese. Anche in questo caso il sacro e la religiosità sono il filo conduttore dell'esposizione. La rilevanza dell’area sacra etrusca – sottolinea Margherita Gilda Scarpellini, direttrice del Museo Archeologico di Castiglion Fiorentino - è segnalata dalla presenza in grande quantità di ceramica di produzione locale o d’importazione da centri quali Arezzo, Chiusi, Orvieto e Volterra, a testimonianza del fervore dei contatti commerciali ma soprattutto dell’afflusso e della assidua frequentazione dei fedeli, anche da ambiti territoriali non proprio limitrofi. In mostra a Castel Sant'Angelo saranno presentati alcuni reperti dell'apparato decorativo architettonico del tempio quali le antefisse a testa leonina (IV sec. a.C.) e i bronzetti etruschi risalenti al VI secolo a.C, ritrovati a Brolio, una frazione di Castiglion Fiorentino, nel 1863. Si tratta di tre guerrieri e di una figura femminile che sono conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze e che costituirono il logo dell'importante mostra sugli Etruschi tenutasi nel 2000 a Venezia in Palazzo Grassi.

 

Sarà esposto anche un misterioso dado di bucchero del VII a.C di cui ancora non si conosce l’uso, ma probabilmente utilizzato per pratiche divinatorie. Dalla Pinacoteca provengono invece, oltre alla Croce Santa, altri pezzi di gran pregio quali il Busto Reliquiario di Sant'Orsola (Parigi, quarto-quinto decennio del Trecento) e un'altra Croce Reliquiario (manifattura attiva in Toscana primo quarto del XIII secolo). Tra le opere di pittura sarà possibile ammirare il “San Francesco che riceve le stigmate” di Bartolomeo della Gatta (Firenze 1448 – Arezzo 1502), tavola realizzata nel biennio 1486-1487; momento della piena maturità artistica del monaco pittore allievo di Luca Signorelli e maestro miniatore. Dalla Pinacoteca proviene anche l'imponente scultura lignea (cm 205 x 40 x 40) raffigurante San Michele Arcangelo che uccide il drago, in origine policroma e dorata, della prima metà del XIV secolo. Dal Museo della Pieve di San Giuliano giungeranno a Roma opere di pittura, oreficeria e alcuni magnifici paramenti come un prezioso fermaglio di piviale del 1477 circa, e la Tonacella di Petreto, in velluto rosso cremisi con lampasso in seta policroma e oro filato di manifattura fiorentina dell'ultimo quarto del XV secolo. Catalogo della mostra edito da Edifirenze

Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo
Lungotevere Castello, 50- Roma
Orari:dal martedì alla domenica, dalle ore 9 alle 19
Fino all'11 aprile

Olga Mugnaini

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