Firenze, 6 settembre 2017 - «La nostra associazione non può che constatare con dolore la profonda lacerazione che sta vivendo la nostra società e che emerge dal sempre più diffuso fenomeno della violenza sulle donne. E’ necessario avviare progetti che portino gli individui a tutti i livelli di età, ma soprattutto i giovani, a fare pace fra i valori maschili e femminili, imparando il rispetto del diverso, la capacità di vivere integrando ed includendo valori e non prevaricando ed escludendo».

Anche Aidda, l’associazione delle impreditrici fiorentine, è scesa in campo per «affermare un pensiero diverso, per l’appunto femminile» spiega Antonella Giachetti, vicepresidente nazionale. «Aidda ce la metterà tutta – prosegue – un’associazione di donne disposta a riconoscere la propria diversità non può che portare un grosso contributo ad agevolare l’introduzione di un modo di pensare nuovo». Donne come Antonella ma anche Stella Reali Bigazzi, presidente della delegazione Toscana, Orietta Malvisi Moretti, Monique Kraft e Theodossia Tziveli, scendono tutti i giorni in campo per affermare i diritti del gentil sesso. L’associazione ha istituito anche un laboratorio, il Noe, per promuovere e fare ricerca su nuove forme di sviluppo economico e sociale e realizzare progetti finalizzati a portare un cambiamento nella società attraverso l’integrazione della prospettiva dei valori della cultura femminile. C’è ancora tanto da fare per la Cgil. Nell’ultimo anno, infatti, allo sportello Cgil ‘Donna chiama donna’ (055 2700417) si sono rivolte ben 81 lavoratrici. Donne con problemi di lavoro, incinta che non sanno come coniugare la maternità con il mestiere, discriminate o maltrattate. Le fasce d’età più rappresentate sono fra i 30 e i 50 anni, con il 54% di presenze, ma sono significativi sia il 13% di ultrasessantenni, sia la bassa frequenza delle giovani fino ai 30 anni.

«C'è ancora tanto da fare per migliorare la condizione femminile – insiste Paola Galgani, segretaria Cgil Firenze -. Noi abbiamo investito sullo sportello per dare assistenza e strumenti alle persone in presenza di situazioni di discriminazione». «Sono numeri impressionanti - aggiunge la responsabile del progetto Valeria Cammelli - perché occorre sempre tener presente che questo è solo ciò che emerge, una piccola parte della realtà. I percorsi attivati interessano sia i nostri legali ma soprattutto le categorie di riferimento, i nostri servizi e la nostra galassia, da Federconsumatori a Sunia, senza tralasciare la Questura, i servizi sociali, associazioni del territorio come Artemisia».

Anche la politica fa sentire la propria voce. Forza Italia lancia ufficialmente «la richiesta di fare a Firenze gli stati generali contro la violenza sulle donne». «C’è un clima preoccupante, che i fatti di cronaca confermano drammaticamente. Solo lavorando a livello culturale ed educativo, parallelamente ad azioni repressive sul territorio, potremo sperare di invertire una tendenza negativa, che vede le donne vittime di violenze fisiche, psicologiche e verbali. Tutti i settori della società devono sentirsi impegnati in questa battaglia di civiltà» lanciano l’appello Deborah Bergamini, responsabile nazionale comunicazione di Forza Italia e Marco Stella, vicepresidente del consiglio regionale della Toscana. «L’obiettivo - sottolineano - è di qualificare Firenze come la città capofila in Italia per combattere il fenomeno, sempre più grave, della violenza contro le donne. Il cambio di mentalità è il primo passo per combattere un fenomeno che è atavico ed ha chiare radici culturali. Al contempo occorre inasprire le pene, e considerare nuove misure che facciano da deterrente».