Firenze, 19 giugno 2017 - Un vademecum che ricordi al turista come vivere (senza sciuparla) la città. Che ricordi anche che è buona condotta non buttare cartacce e cicche di sigaretta per strada, non arrampicarsi sui monumenti e che i sagrati delle Basiliche non sono sdraio di spiagge affollatissime dove prendersi qualche libertà in più. Anzi troppe. Istruzioni per l’uso d’obbligo a Firenze che macina ogni anno oltre 10 milioni di turisti con un trend di crescita costante da diffondere su larga scala per non lasciare più alibi a nessuno.

Ci sta lavorando Palazzo Vecchio con le associazioni di categoria. L’assessore al turismo Paola Concia è fiduciosa: "Abbiamo condiviso con Confesercenti il ‘Manifesto del turismo’ e su molte proposte stiamo già lavorando. Abbiamo istituito una task force che abbraccia assessorati con competenze diverse per adottare provvedimenti che tutelino la nostra città".

La ‘Carta del turista’ sarà diffusa a tutti gli operatori del settore. Un codice di buona condotta che ‘istruisce’ i visitatori su come vivere al meglio gli spazi più preziosi della città. "A giorni poi sarà pronto un nuovo protocollo d’intesa tra le cinque principali destinazioni italiane del turismo sostenibile - Roma, Milano, Firenze, Venezia e Napoli - che da sole ospitano un terzo dei turisti che visitano l’Italia", ha sottolineato Concia.

"Un primo protocollo – aggiunge – era già stato fatto nel 2013 (comprendeva anche Rimini) ma oggi la situazione è diversa. Il turismo continua a crescere in maniera esponenziale. Ci siamo incontrati per vedere come cambiarlo e come inserirvi dentro tutte le indicazioni del piano strategico del turismo. E sarà pronto a breve".

L’assessore chiede di inserire le cinque città del network nel Piano Attuativo 2017/2018 del Piano Strategico del Turismo per poter sperimentare nuovi progetti di gestione dei flussi turistici. Due le missioni da portare a termine: trovare degli strumenti che consentano di governare i flussi e disincentivare il turismo mordi e fuggi. Tra le principali novità del nuovo protocollo l’organizzazione di riunioni trimestrali tra i gruppi di lavoro e appunto l’adozione di un Codice di Comportamento per il Turista e l’eventuale ampliamento in altre città (come Palermo, Cagliari e Torino).