Firenze, 14 marzo 2017 - SONO da poco passate le cinque quando un urlo di dolore rompe il silenzio, spezza la tranquillità di un elegante albergo a quattro stelle di via Pisana, nel cuore dell’Oltrarno che tanti hanno eletto a luogo del cuore. «Aiutatemi, salvatela. Vi prego» avrebbe ripetuto all’infinito, con un filo di voce, guardando il corpo senza vita della fidanzata Claudia inghiottita dalla vasca da bagno dopo una serata un po’ sopra le righe. Quando si è svegliato mentre la cercava nel letto, l’ha trovata così, svestita, priva di sensi nella vasca della camera al secondo piano.

«Abbiamo sentito il rumore dei passi, poi le porte che si aprivano e chiudevano. E sentivamo piangere», raccontano gli altri ospiti del lussuoso quattro stelle, l’Una Hotel. Le lacrime correvano a dirotto. Ma nessuno poteva immaginare l’orrore che stava per attraversare questo angolo di Oltrarno. E’ iniziata così la giornata nell’hotel di via Pisana: la richiesta di aiuto al portiere in servizio, i disperati tentativi di riaminarla. Tutto drammaticamente inutile. All’arrivo dei medici del 118 la trentenne di Prato era già morta, sul corpo nessun segno di violenza. Dentro la camera, oltre al corpo senza vita di Claudia, le bottiglie di champagne e i ‘resti’ della serata: la scientifica ha repertato della polvere bianca, probabilmente cocaina, che Claudia e il compagno Roberto avrebbero assunto in questa notte di eccessi. Sarà l’autopsia, disposta dal pm Tommaso Coletta, a chiarire com’è morta Claudia. A dire quale sia stato il ruolo della droga di cui la coppia avrebbe fatto uso in questa serata tutta per loro, in cui, rivestiti a festa, avevano bevuto drink e cenato nei locali alla moda della Firenze by night, una mini vacanza anche se poco lontano da casa, un diversivo nelle domeniche sempre uguali. L’aperitivo, la cena e la polvere bianca, di cui si parla abbondantemente tra chi è intervenuto nella stanza. Di cocaina ha parlato anche il compagno di Claudia, preso a verbale dai poliziotti della sezione omicidi della squadra mobile, guidati da Cosimo Toma. Ma adesso, di questa notte, in attesa dei responsi medico legali, resta solo il dolore.

E un silenzio spettrale fuori da questo albergo, rotto solo dalle sbirciatine di alcuni clienti. In base alla ricostruzione degli investigatori, nella nottata i due avrebbero assunto droghe, in particolare cocaina, e alcol. «Lui piangava a dirotto, continuava a ripetere: non è possibile, perché tutto questo. Frasi di questo tipo, era disperato, non era in sè» sussurra uno degli ospiti. In via Pisana non si parla di altro. «E’ arrivata prima l’ambulanza – racconta un commerciante -, poi la polizia. E dopo un’auto che si è allontanata di corsa: c’era un ragazzo dentro, aveva gli occhi rivolti al cielo». Rossella Conte Stefano Brogioni