Firenze, 11 luglio 2017 - AVVERTENZE per i signori viaggiatori dei treni regionali: ai problemi dei ritardi, delle invasioni di passeggeri, soprattutto venditori ambulanti, che non pagano il biglietto, delle aggressioni ai controllori, da qualche tempo si è aggiunto il rischio rapine a bordo come quella avvenuta domenica sera su un convoglio lungo la tratta Viareggio-Firenze.

Arrivato alla stazione di Santa Maria Novella un 26enne cinese ha composto il 113 e alla polizia ha raccontato di essere stato aggredito da quattro uomini (penso «albanesi, o romeni») che lo hanno picchiato con un manganello telescopico minacciandolo anche con un coltello, fino a graffiargli un braccio. Così gli hanno facilmente sottratto zaino, cellulare e duecento euro.

I malviventi, descritti dall’aggredito come originari dell’Est Europa, sono scesi alla fermata di Sesto Fiorentino, facendo perdere le loro tracce. Il 26enne ha potuto chiamare i soccorsi solo una volta arrivato a destinazione, a tasche vuote, telefonando da un ristorante della zona.

L’ULTIMO biennio è stato particolarmente delicato su questi fronti, specie le aggressioni. La situazione era divenuta critica, era stata dichiarata una sorta di ‘emergenza sicurezza’ sui treni regionali toscani. A settembre 2015 i sindacati avevano proclamato uno sciopero di 8 ore, chiedendo garanzie di maggior sicurezza ai lavoratori. Il presidente della Regione Enrico Rossi aveva scritto all’allora ministro dell’Interno Alfano e si era rivolto ai prefetti chiedendo la predisposizione di un piano speciale per la sicurezza. Nell’ambito di un programma di monitoraggio della sicurezza ferroviaria, lo scorso anno si era tenuto in Prefettura un incontro dei vertici istituzionali regionali. Trenitalia aveva comunicato il numero dei passeggeri che – dato un periodo di riferimento nel 2016 – in modo da calcolare l’incidenza del fenomeno, evidenziando un lieve calo rispetto al dato, stesso periodo, del 2015; per quanto riguarda la sicurezza la Polfer aveva a sua volta posto in raffronto numerico le aggressioni verificatesi nel 2015 e quelle nel 2016. 

Tra i provvedimenti presi come deterrente per malintenzionati e vandali, l’aumento di dispositivi di videosorveglianza a bordo dei treni. A maggio il primo treno Vivalto di seconda generazione della Toscana con telecamere e monitor per la diffusione d’immagini ‘live’; un sistema di videosorveglianza che permette di trasmettere sui monitor le immagini delle telecamere di ogni carrozza «per disincentivare attività illecite, individuare gli autori di atti vandalici e dare supporto alla security del personale di bordo» spiega Fs. Le immagini, infatti, possono facilitare il lavoro delle forze dell’ordine nell’individuare e fermare i diretti responsabili contestando loro i danni causati. I monitor possono essere personalizzati alternando le immagini provenienti dalle telecamere alle informazioni utili per il viaggio (velocita’, temperatura interna/esterna, orari di fermata).

I 30 treni Vivalto di seconda generazione della direzione regionale Toscana di Trenitalia saranno dotati del nuovo sistema di videosorveglianza live entro il febbraio del 2018. L’investimento si aggira intoorno ai 700.000 euro. In Toscana la video sorveglianza live è già operativa a bordo dei 16 treni jazz.

giovanni spano