Firenze, 15 luglio 2017 - Anche le telecamere del grande cinema sono salite più volte sui taxi di notte per raccontare la vita dei loro conducenti. Ma di quello spaccato, interpretato da attori come De Niro, Sordi o Benigni, resta poco nelle strade della città dove i driver sono in fila, in attesa di conoscere i loro compagni di viaggio.

Facce senza nome e cognome, facce che celano ognuna la propria storia personale. Persone così diverse e singolari da rappresentare l’intero campionario umano. Da piazza del Mercato Nuovo a piazza Beccaria. Abbiamo fatto gli stessi chilometri del tassista aggredito da due clienti che volevano scendere senza pagare. Insieme a Fabio Venturi, consigliere di Confartigianato Taxi, a bordo del Firenze 72, abbiamo seguito le tracce del collega ferito e ritrovato privo di sensi dalla figlia. In piazza del Porcellino, intorno a mezzanotte, siamo circondati da gruppi di turisti, alcuni americani sono sdraiati sul marciapiedi.

Una coppia si avvicina «Taxi», il nostro conducente li liquida: «Pieno». «Il vero problema – racconta – è che non sappiamo chi abbiamo a bordo, cerchiamo di rimanere sul chi va là, orecchiando eventuali telefonate. Per difenderci bisogna stare attenti ai particolari, saper inquadrare il passeggero». Una decisione quella di diventare tassista presa 17 anni fa, da allora decine e decine di diversi «tipi» umani ogni notte passano dalla sua vettura. Da allora, Venturi continua a scorrazzare su e giù tra un misto di rabbia e speranza. Rabbia di vedere le sue strade «ridotte in questo modo».

Speranza che la situazione possa migliorare «utilizzando alcuni accorgimenti». «Non siamo abbastanza tutelati – spiega -, servirebbero dei divisori che possano fare da scudo, un po’ come succede in altre città del mondo». Mentre il consigliere Confartigianato Taxi racconta la sua esperienza, le ruote continuano a scivolare lungo via Por Santa Maria, tra i tappetini di abusivi e le solite bande di ubriachi, lungarno Acciaiuoli e Ponte Santa Trinita. «E’ da piazza Santa Croce o dalla stazione – sottolinea Venturi – che salgono di solito le persone più moleste».

Ragazzini carichi di alcol che si divertono a tirare calci e pugni o a vomitare persino sui sedili, come si trovassero in una zona franca. Ma anche balordi in cerca del passaggio gratis e spacciatori di ogni tipo. «Chissà quanta droga trasportiamo senza saperlo», alza le spalle. Le minacce sono all’ordine della notte, i tentativi di borseggio anche. «Bisogna ripensare alle norme di sicurezza e togliere l’obbligo di cintura, in caso di aggressione per noi è una vera e propria trappola. Come Confartigianato ci stiamo muovendo a 360 gradi, anche sulla normativa che riguarda il lavoro usurante» sottolinea. Arriviamo in piazza Beccaria, proprio dove è stato aggredito il tassista. Brutti ceffi ci passano avanti. Ci squadrano, si fermano, si dissolvono nel buio della notte.