Firenze, 8 febbraio 2018 - È legittima l'ordinanza del Comune di Firenze che limita l'orario di vendita degli alcolici nei minimarket, obbligandoli a offrire ai clienti alcune tipologie di prodotti e far sì che debbano dotarsi di spazi adeguati e attrezzati di servizi igienici.

Con queste motivazioni, spiega una nota di Palazzo Vecchio, il Tar ha dato ragione al Comune, rigettando il ricorso presentato da alcuni minimarket contro il regolamento per la tutela del centro storico approvato dal Consiglio comunale il 18 gennaio 2016, il cosiddetto regolamento Unesco.

Il regolamento, al fine di contrastare l'abuso di alcol nel centro storico, prevede il divieto di vendita da asporto di bevande alcoliche dalle 21 alle 6, mentre rimane ammesso il consumo al tavolo fino alle 2. Secondo il Tar, in questo modo il Comune non preclude il consumo di sostanze alcoliche in via generale, ma ne limita la vendita senza implicare disparità di trattamento.

In secondo luogo, il Tar riconosce la legittimità di imposizione da parte del Comune dell'obbligo di vendita di prodotti appartenenti ad almeno cinque tipologie merceologiche, che la sentenza riconduce all'intento di frenare i fenomeni di abbandono del centro storico da parte dei residenti. Infine, il Tar della Toscana riconosce legittima l'imposizione di una superficie minima dell'esercizio e di un servizio igienico, nell'ottica di evitare l'assembramento all'esterno e di tutelare il decoro.

«Siamo molto contenti. Il Tar mette la parola fine alla battaglia sui minimarket e gli asiamarket dando ragione al Comune per aver fatto una scelta coraggiosa e innovativa con il regolamento Unesco - dice il sindaco Nardella - La sentenza blinda su tutta la linea il regolamento Unesco del Comune, che avevamo varato tra lo scetticismo di moltissimi. Alla fine abbiamo avuto ragione - osserva il sindaco di Firenze -. In sostanza tutti i minimarket e asiamarket che vendono superalcolici, che sono aumentati negli ultimi anni, si dovranno adattare alle regole da noi fissate nel 2016. Ovvero una superficie minima di 40 metri quadri e l'obbligo di avere una toilette. Non più minimarket ricavati in piccoli tuguri, negozietti senza servizi adeguati che immettono nella nostra città litri e litri di alcolici e super alcolici. Sarà ovviamente una svolta e mi auguro che anche altre città possano prendere esempio da Firenze»