Firenze, 19 aprile 2017 -  "Noi da qui non ce ne andremo senza una soluzione abitativa stabile e dignitosa". Lo affermano in una nota i migranti che lo scorso gennaio hanno occupato uno stabile di via Spaventa a Firenze, di proprietà dei padri Gesuiti, dopo il rogo del capannone dell'ex mobilificio Aiazzone dove vivevano a Sesto Fiorentino.

"Chi oggi ci chiede di lasciare lo stabile per concluderne la vendita per 6 milioni di euro è la stessa persona che fino a qualche giorno fa vantava su tutti i giornali la scelta di mettere le persone prima dei soldi", dicono  nel documento i migranti e gli esponenti del Movimento di lotta per la casa, riferendosi alla proprietà dell'immobile. "Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità - prosegue la nota -, il Comune, la prefettura e la proprietà dell'immobile. Come abbiamo fatto fin dal primo giorno ribadiamo la richiesta di un tavolo inter-istituzionale in cui venga accettata la nostra delegazione per trovare una soluzione condivisa".

Ma l'assessore all'accoglienza e all'integrazione del Comune di Firenze, Sara Funaro, risponde: "Non trattiamo e non dialoghiamo con chi fa dell'illegalità una scelta di vita".

"Trovo alquanto bizzarra la richiesta di un tavolo inter-istituzionale da parte del Movimento di lotta per la casa con la partecipazione di una loro delegazione per trovare una soluzione condivisa agli occupanti di via Spaventa" precisa Funaro. "Occupare abusivamente immobili e poi pretendere di avere una casa in via definitiva - continua - è una richiesta che non sta né in cielo né in terra".

"Ribadisco - prosegue - che gli alloggi erp vengono assegnati a chi ne ha diritto, a chi é in graduatoria e non a chi non rispetta le regole e non ha i titoli".  "Al Movimento - conclude - vorrei anche dire che non prendiamo lezioni da loro, se ne facciano una ragione: noi ci confrontiamo con le Istituzioni e non con chi ha deciso di non rispettare le regole, pretendendo di avere una casa a discapito di tanti cittadini che sono in graduatoria in attesa di assegnazione".