Firenze, 24 novembre 2017 - E ALL’IMPROVVISO dagli scavi per la tramvia, in via Valfonda, è affiorata sempre più nitida la ‘sagoma’ di uno scheletro. Mattinata di mercoledì, gli operai non credono ai loro occhi: sono ossa quelle intercettate dai loro arnesi e strumenti di lavoro. Subito si fermano, doverosamente fanno spazio ai tecnici della Soprintendenza archeologica diretta da Andrea Pessina. Ora servono strumenti più leggeri, da usare con cautela per togliere con cura la terra di scavo. Ed ecco ‘disegnarsi’ il torace, le costole, i femori. Il teschio, reclinato su un fianco. E dopo il tronco, ieri alla ripresa delle operazioni, all’altezza del Comando regionale toscano della Guardia di Finanza ecco individuate pube e ossa degli arti inferiori. Età romana, però solo più avanti si potranno avere ragguagli storici più precisi. Si tratterebbe di un uomo, adulto.

LA SOPRINTENDENZA sta monitorando con grande attenzione tutti gli scavi. Fonti non ufficiali parlano di ritrovamenti interessanti, curiosi, suggestivi abbastanza frequenti. In particolare sarebbero state trovate ‘tracce’ delle vecchie fognature. Non solo: in piazza Adua, dove nei decenni scorsi erano emersi i resti di tombe antiche, sono state individuate parti di una bottega artigiana con grandi orci tagliati a metà, e usati come catini. E di una domus. Tutti resti architettonici di età romana emersi dagli scavi per le nuove linee della tramvia nell’area della stazione.

Ancora vicino alla stazione, in questo caso in piazza dell’Unità erano state invece trovate le mura di un’abitazione. «Vestigia della tarda fase romana meglio collocabili come epoca grazie all’analisi di alcune monete pure trovate durante gli scavi», aveva spiegato Pessina. Si rafforza così l’ipotesi di un allestimento di una esposizione di questi tesori al museo archeologico con l’aggiunta di un ‘richiamo’ nell’area dei ritrovamenti.

giovanni spano