Firenze, 7 dicembre 2017 - La prima regola è non farsi mai giustizia da soli. La seconda è fornire informazioni puntuali. E la terza è chiamare sempre le forze dell’ordine in caso di reato. Non si combatte con bastoni e calci ma con spirito di osservazione e ‘spunte blu’. Sono le sentinelle di WhatsApp, una rete di persone collegate tramite l’applicazione di messaggistica più famosa al mondo. In pratica, funziona così: i cittadini, stanchi di essere vittime di atti vandalici e furti, decidono di presidiare online la via tramite un gruppo di quartiere. Appena fiutano brutti ceffi che si avvicinano con insistenza o parcheggiatori abusivi, per fare qualche esempio, lo segnalano alla chat – e naturalmente alle forze dell’ordine – per mettere tutti sul chi va la. Il ladro che è scappato dal supermercato con la scorta di bottiglie di vino è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso spingendo i commercianti di piazza dell’Unità e dintorni a mettersi in rete per difendersi.

Unità-San Lorenzo è solo l’ultima nata delle chat WhatsApp che da alcuni mesi stanno spuntando come funghi in città. «In questo modo riusciamo a controllare il territorio in tempo reale» spiegano i membri. Ma il gruppo di sentinelle 3.0 più grande della città si chiama Sicurezza e Comune, è la chat online dei centri commerciali naturali. Una quarantina di referenti, uno per ogni zona, sono in diretto contatto con l’assessore alla sicurezza Federico Gianassi che smista in tempo reale le segnalazioni alla polizia municipale. Scorrendo le conversazioni si scopre che davanti al Parterre c’è un parcheggiatore abusivo o che in via di Novoli ci sono tipi sospetti o anche che al Duomo ci sono mendicanti insistenti.

«E’ UNA CHAT che funziona – spiega Guido Laschi del comitato Parterre – la risposta dell’assessore Gianassi è immediata. Grazie alle segnalazioni la situazione è migliorata». Non una ronda quindi, ma una collaborazione tra vicini. Come quella dei gestori dei locali di via de’ Benci che stanno cercando di buttare fuori dalla strada gli spacciatori o dei commercianti e dei residenti di via Palazzuolo: il gruppo Palomar è un osservatorio h24. «Così riusciamo a interfacciarci meglio con le forze dell’ordine e a coordinare le richieste di aiuto, inutile che chiamiamo in venti per lo stesso problema» dice Andrea Boccacelli, portavoce del comitato Palomar Palazzuolo. Così si scopre che c’è il commerciante che ‘whatsappa’ dal suo negozio, la nonna dal balcone, la mamma coi bambini dalle panchine del giardino. Una rete umana per rimanere costantemente aggiornati e far sì che «il nemico non si avvicini». Anche chi cammina in Borgo Ognissanti non passa inosservato. La via è divisa in tre zone, da via del Curtatone a via Maso Finiguerra, il secondo tratto fino a piazza Ognissanti, e il terzo fino a piazza Goldoni, con due referenti per ogni pezzo direttamente collegati al presidente dell’associazione Fabrizio Carabba che fa da tramite con le forze dell’ordine. La stessa filosofia che permea le ‘social street’, le pagine Facebook aperte ai cittadini di uno stesso quartiere come Sei di Coverciano se, Sei di Gavinana se, Sei dell’Isolotto se, solo per citarne qualcuna. L’idea della messaggistica anti-furti si è espansa a macchia d’olio e in alcuni casi i risultati sono più che soddisfacenti. «Così siamo riusciti a mandare via i balordi» conclude Fabrizio Carabba, presidente dell’associazione Borgo Ognissanti.