Scandicci (Firenze), 12 gennaio 20128 - Rissa nella notte nell’ex Cnr. Sono tornati (ma se ne sono mai andati?) i balordi nelle case dismesse all’interno dell’area a verde nel pieno centro di Scandicci. E’ successo l’altra notte intorno alle 4. Quando i carabinieri della stazione di Scandicci sono stati chiamati a intervenire su segnalazione della centrale operativa, appunto per una rissa tra senza fissa dimora.

Quando i militari sono entrati nell’area ex Cnr, c’è stato un fuggi fuggi generale. I militari hanno trovato un uomo a terra con la testa spaccata da un colpo ricevuto con una spranga di ferro. I carabinieri hanno allertato i soccorsi, e nel frattempo hanno iniziato a cercare i responsabili della violenta rissa. Otto persone sono state fermate e portate in caserma.

I carabinieri avrebbero sequestrato anche una serie di coltelli da cucina, oltre alla spranga usata nella rissa per ferire gravemente il nordafricano trasportato all’ospedale in gravi condizioni. L’uomo non sarebbe in pericolo di vita, ed è stato giudicato guaribile in 30 giorni per le profonde lesioni riportate.

I militari di Scandicci sono adesso al lavoro per capire quali siano le ragioni della rissa e soprattutto per avere un quadro più preciso di chi frequenta l’area. Che in teoria doveva essere sgombra dal maggio 2015. Da quando cioè l’amministrazione comunale fece sgomberare i nuclei familiari di occupanti abusivi che vivevano nelle casupole in condizioni igienico sanitarie del tutto precarie.

Da tempo il Comune di Scandicci ha fatto dell’area ex Cnr una sorta di ‘manifesto’ dell’attuale legislatura. Con la volontà di restituirlo alla collettività cittadina, trasformandolo in un parco pubblico, in attesa di trovare un soggetto in grado di portare avanti il progetto del campus per gli studenti dell’alta formazione sulla moda tra Mita e Polimoda.

MA è evidente che ogni tentativo di restituzione alla fruizione pubblica cade nel vuoto di fronte alle occupazioni di malviventi e di senza fissa dimora che continuano a utilizzare quelle strutture per soggiornare e per il malaffare.

Periodicamente vengono organizzati controlli e nuovi sgomberi, che in definitiva portano però a poco. Ogni annuncio di ‘liberazione’ delle strutture viene rapidamente vanificato visto che in poco tempo ci tornano persone a dormire, a soggiornare, e ricominciano le ‘storie tese’. Come quella dell’altra notte, una baraonda ad alto tasso di violenza.

morv