Firenze, 8 settembre 2017 - L'accusa choc squarcia la città in un tranquillo pomeriggio di inizio settembre. Due studentesse americane di 19 e 21 anni, a Firenze per un semestre universitario, accusano due carabinieri: "Ci hanno violentato nel palazzo in cui viviamo". La denuncia viene formalizzata in questura e lascia sconcertata la città. Sulla vicenda la procura della Repubblica ha aperto un'inchiesta e i due carabinieri, già individuati, uno dei quali è un quarantenne, risultano ora indagati. I due militari hanno il grado, rispettivamente, di appuntato scelto e di carabiniere scelto. Entrambi sono in forza al nucleo radiomobile del reparto operativo del comando provinciale di Firenze dell'Arma. I carabinieri, che non sono ancora stati ascoltati, non sarebbero stati raggiunti da avviso di garanzia, ma sarebbe solo questione di tempo.

Possibile che tutto questo sia veramente accaduto? E' la questura con la Squadra Mobile a valutare con ogni attenzione la versione delle due ragazze insieme alla procura, mentre l'Arma si è messa a disposizione della stessa procura fiorentina. Un primo riscontro sul fatto che le due sono salite sull'auto dei carabinieri c'è: sono infatti state riprese nella macchina di servizio da telecamere di sicurezza lungo il tragitto compiuto.

E non solo, l' auto dei carabinieri potrebbe aver sostato per circa 20 minuti davanti al palazzo in cui vivono le giovani. Il dato emergerebbe dalle immagini di due telecamere di sicurezza vicino all'immobile: la prima ha 'ripreso' l'arrivo della vettura e l'altra la sua uscita dalla zona. Tra le due immagini intercorrerebbero, appunto, 20 minuti. Non ci sarebbero invece telecamere nella piazzetta dove si affaccia il palazzo.

I medici inoltre, visitate le ragazze, hanno constatato che le due avevano avuto recenti rapporti sessuali, anche se è da accertare se siano rapporti da ricondurre alla recente violenza. 

Intanto però i reperti della polizia scientifica nello stabile dove vivono le due ragazze americane confermerebbero la presenza di tracce biologiche compatibili con un rapporto sessuale che sarebbe avvenuto nell'androne del palazzo. Le stesse ragazze avevano raccontato che una di esse aveva subito gli abusi in quell'ambiente. Altre tracce di questo tipo sarebbero state trovate nel percorso tra l'ingresso del palazzo fino nell'appartamento delle due giovani.

Intanto anche la Procura Militare di Roma ha aperto un'indagine per i propri aspetti di competenza in relazione alla denuncia di due studentesse americane. E il ministro della difesa Roberta Pinotti ha dichiarato che "gli accertamenti sono ancora in corso ma risulta una qualche fondatezza rispetto alle accuse che vengono mosse".

Sulla vicenda della presunta violenza sessuale il comandante generale del'Arma, generale Tullio Del Sette ha detto che «se fosse vero, cosa che auspichiamo tutti venga accertata quanto prima, si tratterebbe di un fatto di gravità inaudita che rende i protagonisti indegni dell'uniforme che indossano e che comporterà gravi conseguenze, anche immediate, sul piano disciplinare e della condizione di stato». 

IL RACCONTO DELLE RAGAZZE - Mercoledì notte le ragazze erano in una discoteca al piazzale Michelangelo. Quella stessa sera tre pattuglie dei carabinieri sono intervenute per sedare una rissa scoppiata davanti al locale. E proprio in una delle tre pattuglie si imbattono le giovani americane. All'uscita della discoteca avrebbero chiesto informazioni a dei carabinieri in divisa, in servizio. I due militari avrebbero detto alle ragazze: "Vi accompagnamo noi a casa". Le ragazze si sarebbero fidate degli uomini in divisa. L'auto le ha portate in Borgo Santi Apostoli, dove vivono in affitto. Gli inquirenti hanno identificato i due carabinieri anche grazie ad alcune telecamere che hanno ripreso il passaggio della pattuglia. Le ragazze, che sono state più volte ascoltate dai magistrati e dagli uomini della squadra mobile della questura di Firenze, hanno passato la notte in una localita' protetta, mentre nella giornata di ieri erano state in ospedale per gli accertamenti previsti in questi casi. L'iscrizione sul registro degli indagati, che potrebbe apparire burocraticamente come un 'atto dovuto', giunge, in realta' al termine di un serratissimo lavoro tra investigatori e magistratura, al termine il pool di investigatori ha verifato l'esistenza di 'elementi di fondatezza' nel racconto delle due giovani.

In due diverse occasioni, e la seconda volta separatamente, le ragazze hanno fornito l'identica versione dei fatti, senza mai scivolare "in contraddizione". Accertato, anche da alcune telecamere, che i due carabinieri nella notte tra il 6 e il 7 settembre scorsi, abbiano trasportato sulla loro pattuglia le ragazze, dopo averle prelevate davanti al locale da ballo. Serratissimo il lavoro della squadra mobile fiorentina che non sta tralasciando il minimo dettaglio per accertare cosa sia realmente accaduto nell'androne e nell'ascensore del palazzo in pieno centro storico dove le americane avevano affittato un appartamento. Le ragazze sono state anche sottoposte all'alcoltest e al narcotest e sarebbero risultate positive. Dall'inchiesta sta emergendo anche che le ragazze, prima di giungere in Italia, avrebbero stipulato un'assicurazione contro gli stupri. Dagli Stati Uniti stanno, intanto, arrivando i familiari delle ragazze, le quali frequentano un'universita' americana.

La notizia sui siti internazionali

Sono stati sequestrati i vestiti che le due hanno indossato quella sera. Mentre le ragazze hanno passato la notte in una struttura protetta, in attesa dell'arrivo dei genitori dagli Usa. Un'accusa choc che fa piombare la città nell'incubo, una città che attende si faccia luce su cosa sia realmente accaduto. Intanto, nella mattinata di venerdì 8 settembre, il console generale americano ha incontrato il questore di Firenze

E c'è intanto la reazione del Dipartimento di Stato Usa, che informa che "sta prendendo le accuse formulate molto seriamente"

"La denuncia delle due studentesse americane è molto grave. Sono certa che il lavoro degli inquirenti porti nelle prossime ore ad un quadro più definito dei riscontri, per accertare la verità. E' positivo che l'Arma dei Carabinieri stia collaborando con la Procura di Firenze senza alcuna reticenza o protezione nei confronti dei due militari indagati". Lo dichiara la senatrice Pd Francesca Puglisi, presidente della commissione contro il femminicidio.