Firenze, 13 ottobre 2017 - I carabinieri forestali raggruppamento servizio Cites hanno sequestrato a Sesto Fiorentino oltre 5.500 capi di abbigliamento, tra cappelli, sciarpe e guanti realizzati con pelliccia di procioni (orsetto lavatore o Procyon lotor) allevati e provenienti dalla Cina, in violazione della normativa comunitaria che regolamenta il commercio di pelli e pellicce vietando l`introduzione e l`uso nell'Unione Europea di pellicce e prodotti con queste ottenuti, di animali da pelliccia, come il procione, il coyote, la lince ed altri, che provengano da Paesi che non assicurino che per la loro cattura, allevamento e abbattimento non siano usate tagliole o metodi cruenti che producano gravi sofferenze. I capi in questione erano stati importati illegalmente dalla Cina, paese in cui non esistono allevamenti autorizzati, e per questo i Carabinieri hanno deferito all'autorità giudiziaria il proprietario di una ditta e hanno sequestrato la merce illegale. 

Allertati da un caso di importazione di dubbia provenienza di un ingente quantitativo di caratteristici pom-pon, realizzati con pelli di procione (Procyon lotor), gli investigatori hanno eseguito un controllo presso i magazzini e la sede della ditta importatrice sita nella zona industriale fiorentina. Tra le migliaia di prodotti in esposizione, costituiti da semilavorati, giubbotti, giacche, abiti, accessori di abbigliamento etc., i militari hanno individuato la merce illegalmente introdotta e pronta per essere alienata sul mercato italiano ai rivenditori al dettaglio. Non è la prima volta che il settore della moda viene sottoposto a controlli mirati da parte del Servizio CITES. Già nel 2010, con le operazioni "Racoon" e "Rascal", furono circa mille i capi di abbigliamento griffati e Made in Italy sequestrati ad una nota catena di moda romana presso numerose boutique della capitale dagli agenti CITES e 600 i "colli" realizzati con procione provenienti da Pechino e sottoposti a sequestro. La merce sequestrata dai Carabinieri Forestali, una volta immessa sul mercato, avrebbe fruttato cifre sino a 200.000 euro. I controlli si estenderanno ad altri centri di importazione e vendita di pelli e pellicce animali.