Firenze, 17 febbraio 2017 - «Il numero chiuso per le città d'arte non serve, non funziona: servono politiche serie che consentano di investire e puntare sulla qualità». Lo ha detto ad Agorà il sindaco di Firenze Dario Nardella, rispondendo a chi gli chiedeva cosa pensasse della proposta dal governatore del Veneto Luca Zaia, che ha lanciato l'idea del numero chiuso per tutelare Venezia dagli eccessi di un turismo incontrollato.

«Certo, le anime delle nostre città devono essere salvate - ha aggiunto Nardella - e come tuteliamo i palazzi e i monumenti dobbiamo salvare anche le tradizioni, il tessuto urbano, altrimenti le città stesse si trasformano in parchi giochi. Le città d'arte rischiano di essere violentate da una massa indistinta di turismo mordi e fuggi: e per me il turista mordi e fuggi è una sorta di nemico, perché chi sta tre ore in città fa due foto senza vedere nulla, non serve. Abbiamo bisogno di un turismo più consapevole».

Nardella ha poi definito «molto buono», come strumento di contrasto al degrado urbano, «il decreto Minniti sulla sicurezza: mi aspetto ora molta collaborazione dalle forze dell'ordine, perché il problema del degrado urbano non è meno grave della microcriminalità, dunque non lasciamolo solo sulle spalle dell'assessore».