Firenze, 13 ottobre 2017 - RIVOLUZIONE morale oppure un «bluff» in piena regola? Per Giovanni Donzelli, consigliere regionale di Fratelli d’Italia da sempre schierato per l’equiparazione delle droghe leggere a quelle pesanti e contrario alla liberalizzazione, i rischi della ‘marijuana light’ ci sarebbero. Il primo fra tutti: quello che i giovanissimi si avvicinino pericolosamente al mondo della droga leggera. Magari passando dritti per l’uscio di uno di quei negozi che, fra i centinaia di articoli legati al mondo della coltivazione, vendono anche le infiorescenze legali di canapa.

Donzelli, a Firenze i grow-shop sono in crescita. Cosa significa?

«Credo che questi negozi giochino pericolosamente sull’ambiguità: danno istruzioni, manualistica e strumenti per la coltivazione della canapa. E’ logico che il consumo può essere il passaggio naturale successivo. Si tratta di una contraddizione in piena regola e credo che non dovrebbero essere permessa».

Ma la legge riconosce la legalità dei grow-shop. E anche la vendita della canapa light...

«Una legge che non condivido: è una liberalizzazione solo moralmente ma non lo è di fatto. Rispettando la legge non si può fare una piantagione di marijuana in casa, e quindi diventa superflua la vendita di oggetti per coltivare a livello domestico. In ogni caso, la legge che incentiva la produzione di canapa è riferita alla produzione industriale».

La nostra regione è stata tra le prime però a normare l’uso della cannabis a scopo terapeutico...

«E’ evidente che quando si tratta di malattie il discorso cambia. Non è giusto vietare la morfina ai malati terminali oppure la cannabis a scopo terapeutico ma lì avremo un sistema sanitario, un medico e delle ricette che lo certificano. Trovo pericoloso che l’uso terapeutico sia la scusa per far rientrare dalla finestra anche l’uso ricreativo di certe sostanze».

E sui negozi ? Può cambiare qualcosa a livello normativo?

«La Regione potrebbe intervenire dal punto di vista delle regole del commercio però alla fine il dibattito sarebbe tutto in punta di fioretto».

Materia troppo complessa?

«No. La legalizzazione non dovrebbe essere permessa in ogni forma. Anche il magistrato Paolo Borsellino sosteneva che liberalizzare la droga non avrebbe aiutato a combattere la criminalità. Poi c’è un tema di sicurezza spicciola: cosa succede se un ragazzo si mette alla guida di un motorino dopo aver fumato la canapa light?»