Firenze, 14 novembre 2017 - «Sì aeroporto», senza se e senza ma. Stavolta a scendere in piazza sono stati gli imprenditori. Megafoni e striscione sotto la pioggia per chiedere che, dopo 40 anni di polemiche e dibattiti, lo scalo fiorentino possa finalmente decollare. Quella dell’«Amerigo Vespucci» è una telenovela infinita: quando sembra che i lavori per la nuova pista che consentirebbe il potenziamento dello scalo stiano per partire, la politica della piana rilancia e chiede che l’intera operazione sia accantonata. Come in un eterno gioco dell’oca.

Così ieri decine di rappresentanti delle categorie economiche (anche Cna, Confesercenti, Confcommercio e Albergatori) e imprenditori hanno manifestato all’aeroporto di Firenze per dire ‘Sì’ alla nuova pista parallela. Ed erano in più di centocinquanta a protestare dietro lo striscione: «Sì aeroporto - facciamo volare il nostro territorio». Nemmeno la pioggia e le prime temperature davvero rigide della stagione hanno fermato o intimorito i colletti bianchi. Dopo quarantanni di ‘tavoli’ di confronto senza riuscire a raggiungere alcun risultato la misura è colma. «Da oggi – ha affermato Luigi Salvadori, presidente di Confindustria Firenze – con i colleghi delle altre categorie economiche e della Camera di Commercio, daremo il via a una mobilitazione permanente per la nuova pista, con iniziative, incontri e condivisione delle ragioni del Sì». Al loro fianco anche due esponenti del governo (il viceministro per le Infrastrutture Riccardo Nencini e il sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi) da sempre impegnati per l’aeroporto fiorentino, e fra i manifestanti c’era anche l’assessore di Palazzo Vecchio Cecilia Del Re. Accanto a Salvadori, il presidente della Camera di Commercio Leonardo Bassilichi e tanti imprenditori. Da Kme, a El.en, da Powersoft, a Starhotels, ma anche Unigum, Corrado tedeschi, Thales, Menarini, Tivoli group per citarne solo alcuni. «Abbiamo dovuto aprire uno showroom a Milano – ha detto al megafono Ferruccio Ferragamo – perché i nostri clienti non gradiscono atterrare qui. Non ho mai preso parte a nessuna manifestazione di protesta, ma stavolta era proprio necessario». Il megafono passa di mano. «Qualcuno, a corto di idee – aggiunge Salvadori – ha bollato questa iniziativa come la richiesta corporativa dei poteri forti: lo diciamo a voce alta, se difendere lo sviluppo economico e sociale di questo territorio significa essere poteri forti, noi siamo poteri forti. Ma smettiamola con la logica distruttiva del non fare e del disfare. Perchè non siamo forti noi, sono forti le nostre ragioni».

PAROLE importanti per il presidente di Toscana Aeroporti Marco Carrai: «Sono felice che abbiate alzato la testa per dire ora basta, diciamo di ‘Sì’ non a Toscana Aeroporti ma al nostro aeroporto che ci permette e ci permetterà ancora di più di competere in un mondo globale». Carrai ha già annunciato azioni legali contro i quattro sindaci della piana (Calenzano, Poggio a Caiano, Carmignano e Sesto Fiorentino) che hanno definito la nuova pista «dannosa per la salute dei cittadini della piana».