Firenze, 14 gennaio 2018 - Si sono incontrati per esplorare insieme i vincoli urbanistici da superare. Dopo il via libera ottenuto dal consiglio d’amministrazione dello scorso dicembre, il progetto per la realizzazione del nuovo centro sportivo della Fiorentina, dedicato al settore giovanile, alla primavera viola, alle Women’s, ma destinato a ospitare anche gli allenamenti della prima squadra, ora entra nella fase più calda.

Giovedì scorso, infatti, il membro del cda della società gigliata Daniela Maffioletti – responsabile del procedimento stadio – e il presidente Gino Salica hanno incontrato il sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini per approfondire alcuni argomenti di carattere urbanistico che riguardano i terreni su cui la Fiorentina aveva già messo gli occhi e per i quali ora si sta interessando all’acquisto. Contemporaneamente la società della famiglia Della Valle non abbandona l’ipotesi di realizzare il progetto alle Cascine nell’area compresa fra l’ex ippodromo delle Mulina, il centro sportivo La Trave (dove si allenano cinque squadre del settore giovanile) della Uisp e il Centro ippico toscano.

Per la decisione fra le due soluzioni non ci sarà molto da aspettare perché la Fiorentina ha intenzione di muoversi rapidamente per far mettere radici solide a un progetto molto più ampio di quanto sin qui trapelato: l’obiettivo è realizzare 12 campi da calcio di cui uno con spalti coperti, una grande palestra con piscina, una foresteria campus studi per accogliere i ragazzi che dopo gli allenamenti non possono rientrare a casa. Un centro da spalmare su 30 ettari, una vera e propria cittadella del calcio che ospiterà le quattordici squadre giovanili, le ragazze della Fiorentina Women’s, la primavera viola ma anche gli allenamenti della prima squadra.

Un centro di proprietà, dunque, che permetterà alla Fiorentina di riunire davanti agli occhi degli osservatori tutti i baby calciatori (dai pulcini agli allievi) ora costretti a giocare sull’erba (quando c’è) nei campi sparpagliati in tutta Firenze e così di andare incontro all’obiettivo fissato di puntare sulla linea verde: crescere in casa talenti da lanciare, un esperimento che con Bernardeschi, Chiesa e Babacar sembra aver già espresso le sue potenzialità.

Un investimento gigantesco da concretizzare in tempi brevi: per questo le riserve si scioglieranno nei prossimi giorni. In un tempo che servirà a valutare le diverse opportunità offerte dalle due collocazioni. A Bagno a Ripoli gli interessi sono concentrati sulla villa ex centro di formazione Enel e su i sei ettari di terreni adiacenti, acquistati dall’Immobiliare Veronica 84, srl del Gruppo Cecchi Gori fallito: le aste sin qui sono sempre andate deserte. Questi sei ettari si potrebbero sposare con altri due dietro a quell’area in via Villa Cedri; ma la fetta più cospicua sarebbe rappresentata da una grossa porzione della fattoria Il Padule, dei fratelli Guicciardini. Con altre limitrofe aree di terreni incolti si arriva alla soglia dei trenta ettari. Per un progetto più che ambizioso di portata internazionale.