Firenze, 9 febbraio 2018 - Il presidio sotto la sede dell’ambulatorio Enpa (Ente Nazionale protezione Animali) porta con sé un appello accorato frutto di un’esigenza: far sì che i propri amici a quattro zampe possano tornare presto ad avere un luogo, in pieno centro, in cui curasi. Perché oggi, di fatto, non ce l’hanno più.

Da alcuni giorni ha infatti chiuso lo storico ambulatorio veterinario dell’Ente Nazionale Protezione Animali di via Ricasoli, a due passi dal Duomo, una delle strutture dedicate agli animali più antiche della città. Qui, nell’arco di tanti decenni, sono stati presi in carico gli animali abbandonati trovati in città dai volontari, e hanno potuto usufruire di un servizio d’eccellenza le persone non in grado di pagare le normali cure veterinarie per i loro amici a quattro zampe.

Ed è proprio per protestare contro la chiusura dell’ambulatorio – a seguito di una denuncia anonima - che alcune persone hanno organizzato un presidio proprio davanti alla sede di via Ricasoli. Ciò che chiedono è nient’altro che la continuità del servizio in questa o in un’altra sede, e che dunque la Protezione Animali possa continuare ad essere presente sul territorio di Firenze come lo è stata finora.

“Viene a mancare un servizio, interrotto all’improvviso, dalla sera alla mattina, che crea un vuoto nel centro cittadino, per tutti gli amanti degli animali – spiega Ada Siciliano, volontaria dell’associazione Cocker’s Angel Rescue Italia e promotrice della petizione online -. In rappresentanza dei finora cinquemila cittadini che hanno aderito e sottoscritto la petizione online che ho lanciato, chiedo ai vertici Enpa la non sospensione di questo servizio.

Essendo un edificio storico, degli adeguamenti sicuramente si renderanno necessari, ma se la porta ora non ha i sigilli, è perché i Nas non hanno rilevato problematiche tali da dover chiudere la struttura. Un ambulatorio in centro città non può essere cancellato dalla sera alla mattina. Oltretutto si tratta di un piccolo ambulatorio, e molti cittadini che hanno patito la chiusura, si sono resi disponibili anche a donazioni speciali. E poi c’è il giallo dei cartelli affissi alla porta, che in questi giorni sono cambiati: prima c’era la scritta chiusura ‘temporanea’ e da alcuni giorni si legge a tempo ‘indeterminato’ ”.

In cinquemila i fiorentini che hanno finora aderito e sottoscritto la petizione online con la richiesta indirizzata alla dirigenza nazionale. La causa della chiusura temporanea, come chiarisce l’Enpa in un comunicato ufficiale, è conseguenza di “una immotivata denuncia anonima che, già solo per questo, qualifica il soggetto che l’ha trasmessa, a cui è attribuibile la responsabilità di questo enorme danno ai nostri pazienti a quattro zampe e alla nostra attività. Acquisita l’assenza di problemi da parte dell’Asl, fino alla chiusura del procedimento e alla certificazione di idoneità dei locali, l’ambulatorio non potrà essere riaperto. Qualora venissero rilevati problemi strutturali non superabili, la lungimiranza dell’attuale gestione nazionale, conoscendo i possibili problemi derivanti dalla vetustà dei locali ove è da decine di anni ubicato l’ambulatorio, ha già provveduto, mesi or sono, ad individuare nuovi locali, di cui è in corso la ristrutturazione e la messa a norma”. Il problema a questo punto sono i tempi.

“È tutto fondamentalmente a posto, ma le nuove normative si scontrano con i limiti di una struttura settecentesca - assicura Marco Bravi, presidente del Consiglio Nazionale di Enpa -. A giugno avevamo fatto un primo progetto per trasferire l’ambulatorio in un edificio di proprietà Enpa in via Carnesecchi in disuso da anni. I lavori dovrebbero completarsi nell’estate di quest’anno: avremo uno spazio di novanta metri quadrati. E ci sarà anche un posteggio per le auto”. Ma il problema sollevato dalle persone durante il presidio è proprio questo: nell’arco di questi mesi, in attesa dell’apertura della nuova sede, dove potranno portare, in centro, a far curare i propri amici a quattro zampe?