Firenze, 18 gennaio 2016 - Un imprenditore, Emilio Petrilli, è stato condannato a cinque anni di reclusione con l'accusa di aver pagato l'allora direttore provinciale a Firenze dell'Agenzia delle entrate, Nunzio Garagozzo, affinché gli cancellasse un debito da quasi 6 milioni di euro con il fisco.

Per Garagozzo - che ha patteggiato sia in questo procedimento sia in un altro collegato - la pena complessiva è a quattro anni di reclusione. Il tribunale ha poi disposto la confisca di una villa di Petrilli, a Bagno a Ripoli ( Firenze), e di un suo conto corrente, con più di un milione e mezzo di euro, trovato in una banca con sede a Panama.

Un filone delle indagini, coordinate dal pm Paolo Barlucchi e condotte dal gruppo tutela spesa pubblica della guardia di finanza, ha portato anche a una nuova richiesta di rinvio a giudizio per Garagozzo e per il suo 'mediatorè, Silvio Mencucci. Con loro, davanti al gup si presenteranno un altro imprenditore, Massimo Bacci, e un geometra, Alberto Castelli. Secondo l'accusa, Castelli avrebbe dato 10 mila euro a Garagozzo per risparmiare imposte per 130 mila euro. Accusa analoga per Bacci: avrebbe dato 12 mila euro a Garagozzo in cambio di uno sconto fiscale su circa 200mila euro di maggiori ricavi.