Firenze, 21 aprile 2017 - I QUADRI di Frida Kahlo, in pratica la Bibbia del surrealismo messicano, esposti per dieci giorni a Palazzo Strozzi. Ma anche lo sbarco del primo negozio italiano di Starbucks, gigante delle caffetterie statunitensi, fissato per il 21 giugno alle 16. Con tanto di avviso «Si cerca personale qualificato». Oppure l’apertura in notturna di Palazzo Vecchio a ingresso gratuito per una manciata di ore, il 5 e 6 maggio. E l’arrivo di Harrods, il colosso dei grandi magazzini londinesi, il 31 maggio in piazza della Repubblica. Un poker di appuntamenti imperdibili. Peccato siano bufale integrali. Nate e cresciute sui social.

LA RAFFICA di telefonate arrivate in Comune e a Palazzo Strozzi dagli interessati, invece, è vera al 100%. Potere delle bugie 2.0 che nell’ultimo mese hanno infestato il web creando un giro di interesse da quasi 100mila Mi Piace. Ma la verità è un’altra: la collezione Gelman che raccoglie alcuni capolavori della Kahlo infatti è già partita da Palazzo Albergati, a Bologna, dove era ospitata fino a un mese fa. A Palazzo Strozzi scuotono il capo: «Qui non è previsto nulla del genere».

LA QATAR Holding, proprietaria di Harrods invece è ancora nel mezzo di una ricerca top-secret su un’eventuale sede fiorentina. Mentre Starbucks aprirà i suoi primi punti vendita in Italia entro il 2018. Ma a Milano e a Roma. Peccato anche che Palazzo Vecchio dal 4 al 6 maggio sarà blindato da State of Union che porterà in Comune il premier Gentiloni e il presidente della commissione europea Jean Claude Junker. Andare all’appuntamento sperando di salire sulla torre di Arnolfo vorrebbe dire rimbalzare sui militari.

Verità dribblate dalle notizie farlocche che invece si nutrono di verosimile. Tutte fabbricate grazie alla creazione di eventi ad hoc su Facebook. E diffuse da pagine come «Firenze Vista di Notte» (oscurata la scorsa settimana), Verona - Città dell’Amore, Toscanacci Doc oppure Made in Prato. La lista di eventi creati o diffusi da queste pagine è un cocktail di bufale e verità. Difficile venirne a capo. La certezza è che lo sciame di Mi Piace e condivisioni è inarrestabile. Inclusi quelli dell’evento Notte Bianca a Firenze fissata fra dieci giorni con inizio alle 20 in piazza S.Croce. Anche qui, tutto falso. Ma cosa si nasconde dietro il business delle bufale? Goliardate, marketing oppure lo stratagemma di qualche hacker alle prime armi per acquisire mail e dati di utenti ignari. Fatto sta che in molti abboccano. Quando ci si iscrive a pagine Facebook, in base al grado di privacy scelto sul social, infatti si condividono anche età, sesso, residenza. E tanto altro. Un fardello di dati che fa gola e può essere rivenduto a società pubblicitarie. Ma passata la punta, l’iceberg è profondissimo.

FRA LE BUFALE social campioni di condivisioni c’è l’immagine che ritrae, nonno Mario, un anziano alla sbarra del tribunale. La didascalia punta a far ribollire la pancia: «Lui è Mario. Oggi il tribunale di Firenze lo ha condannato a 6 anni di reclusione perché ha sparato a un rumeno che tentava di sottrargli la pensione di 300 euro». Il tranello: la foto è di Mario Vanni, scomparso nel 2009 e condannato all’ergastolo per quattro degli otto duplici omicidi messi a segno dal mostro di Firenze. E intanto gli utenti condividono. Prima la bufala, poi i loro dati personali.