Firenze, 18 giugno 2017 - I TURISTI sono appiccicati come sardine, assiepati uno vicino all’altro. Si muovono con insistenza alla ricerca di quel posto al fresco, a quanto pare sempre più proibito. Qualcuno si asciuga il sudore con dei fazzolettini poi gettati a terra. I ventagli si rincorrono, disegnano onde ma si muovono a vuoto. Sono tantissimi. Mai visti così tanti in un fazzoletto di pochi metri quadri. Troppo caldo all’Accademia, alcune delle più belle opere sembrano sciogliersi. E’ solo una percezione, per carità. E anche il David, come sempre in grande spolvero, guarda dall’alto questo concentrato ad alta gradazione di persone, in cerca solo di un po’ di aria da respirare. Siamo a Firenze, alla Galleria dell’Accademia, quarto in Italia per numero di visitatori dopo gli Uffizi, eppure sembra di trovarsi in un museo di paesi tropicali.

L’IMPIANTO non riesce a refrigerare le grandi stanze, il calore è insopportabile. L’aria irrespirabile, fuori 33 gradi. Dentro, per via della bolgia infernale, se ne percepiscono anche di più. Motivo: il cattivo funzionamento del condizionatore del piano terra. Una guida turistica ha accusato addirittura un malore. «Mi girava la testa – racconta Alessandra – sudavo freddo. Avevo dei clienti e pensavo di potercela fare. Invece, mi sono dovuta fermare per chiedere aiuto». Non è la sola in questi giorni. Tanto che le associazioni di guide turistiche Federagit e Agt hanno inviato una lettera alla direzione evidenziando la situazione di disagio dell’ultima settimana e chiedendo «un incontro per trovare una soluzione e parlare del futuro dell’Accademia».

«NON È un bel modo di accogliere i turisti – spiega Marco Verzì, presidente Federagit – in tanti non si reggono in piedi per via del caldo torrido, non vedono l’ora di scappare via». Verzì lo sa bene. Conosce il centro di Firenze come le sue tasche, scorrazza centinaia di visitatori da tutto il mondo quotidianamente. «Ho avuto clienti – prosegue – che nei giorni scorsi si sono quasi accasciati per terra… Il giro dell’Accademia dovrebbe essere la ciliegina sulla torta, in questi giorni è quasi una punizione per tanti». E’ dello stesso parere Laura Amerighi, presidente Agt: «Lavoriamo in condizioni estreme – aggiunge -, gli stranieri non fanno altro che prenderci in giro: ‘Siamo in Italia’, ci ripetono. E d’altra parte come dargli torto: non possiamo abbandonarli a queste temperature». Avventurarsi in un tour tra alcune delle più belle opere di Michelangelo, è un po’ come attraversare il grande imbuto dantesco dell’Inferno. Prima l’attesa snervante sotto il solleone per entrare, lo zigzag tra abusivi e bagarini e poi la visita guidata che toglie il respiro. In tutti i sensi.