di PAOLA FICHERA

Firenze, 10 dicembre 2013 - Il gran cerimoniere Eugenio Giani, presidente del consiglio comunale, non ha potuto evitare di aprire la seduta di ieri nel Salone de’ Dugento con gli auguri al sindaco/segretario. Quasi nello stesso momento in cui Matteo Renzi era impegnato a sciorinare i nomi della nuova segreteria che «di testa sua» ha scelto per il nuovo corso del Pd. «Voglio augurare buon lavoro al nostro sindaco — ha detto Giani — la sua vittoria con quasi il 70 per cento dei voti è un fatto importante, un motivo di orgoglio per la nostra città. Attraverso di lui il nome di Firenze ha trovato eco nel mondo, ponendo la città al centro della scena politica e istituzionale».

Dichiarazione cui è seguita la richiesta di un applauso che i consiglieri dell’opposizione non hanno accolto, mentre quelli presenti sui banchi della maggioranza (Pd e ‘cespugli’ vari) hanno eseguito. Qualcuno ha commentato: «senza soverchio entusiasmo». Qualcun altro, distratto, ha chiesto: «Applauso? Ma siete sicuri». Mancava, a tenere come sempre sotto controllo la situazione il capogrupo/onorevole, renziano di prima linea, Francesco Bonifazi che non ha resistito alla tentazione della prima giornata del suo leader.

Poco prima del consiglio, al posto della consueta riunione del gruppo, saltata per mancanza di consiglieri (nel senso che all’appuntamento nelle stanze del secondo piano non se ne sono presentati abbastanza) l’appena eletta vicepresidente del consiglio Lucia Matteuzzi aveva portato pandoro e spumante per festeggiare la sua nomina sul nuovo scranno e, subito dopo, ha chiesto (ancora una volta con la complicità di Giani) un brindisi per festeggiare il Renzi segretario.

Molto più interesse, invece, c’è stato per il resto del pomeriggio sui banchi del Pd, con i tablet e i computer accesi per commentare in diretta le scelte sulla nuova segreteria appena annunciate da Renzi nella conferenza stampa romana. Chiacchiericchio che ha creato qualche lieve intralcio ai lavori e il richiamo all’attenzione da parte del presidente Giani.

Perchè tanto brusio? Perchè a parte i nomi degli onorevoli Luca Lotti ed Elena Boschi, tutti gli altri risultavano essere dei semisconosciuti sulla scena fiorentina. «Ma questi chi sono?» Era la domanda ricorrente. Seguita da rapide consultazioni su internet per trovare in fretta profili e curriculum.

Al sindaco segretario del Pd i banchi dell’opposizione hanno dedicato attenzione solo parlando della loro contrarietà al sottoattraversamento Tav di Firenze. «Ora che ha un ruolo così importante — è stata in sintesi la tesi di Mario Razzanelli (Lega), Ornella De Zordo (Un’altracittà) e Massimo Sabatini (Lista Galli) — e visto che quando correva per le primarie a sindaco di Firenze sosteneva di non condividere quel progetto, potrà finalmente fare qualcosa per impedirlo».

Da registrare, poco prima, uno scontro diretto fra Tea Albini (Pd) e lo stesso Sabatini. Quest’ultimo, infatti, è intervenuto al termine delle commemorazioni dedicate a Nelson Mandela e all’ex sindaco di Scandicci e presidente della Provincia Mila Pieralli e ha iniziato il suo intervento dicendo: «Finalmente iniziamo a parlare di Firenze ...». La nota (dal sapore del grillin fuggiasco) ha scatenato una risentita reazione di Albini. Quisquilie fiorentine.

A Roma, intanto, Renzi approdato ieri mattina in treno per fare il suo ingresso ufficiale al Nazareno, non ha certo dimenticato Palazzo Vecchio citandolo in almeno due passaggi del suo discorso: «Fare il sindaco di Firenze è il lavoro più bello del mondo per chi è nato a Firenze — ha detto — fare il segretario del Pd è un grandissimo onore e una responsabilità».

Poi ha precisato che, come ha fatto a Firenze scegliendo la sua giunta non ha affidato a nessuno della segreteria l’incarico sulla cultura: «E’ troppo importante, me ne occuperò personalmente». E chissà che nell’ora successiva trascorsa poi a parlare con il premier Letta non abbia ancora un volta trovato il modo di parlare di Firenze...