Firenze, 22 luglio  2013- La vicenda sembra la copia della storia ormai famosa di Sofia De Barros,  la bimba fiorentina colpita da leucodistrofia metacromatica alla quale inizialmente vennero negate le cure compassionevoli del professor Vannoni. Oggi la piccola, dopo una grande bataglia dei genitori, sta ricevendo le infusioni che pare le stiano portando giovamento.

Questa volta però il lieto fine ancora non c'è, in quanto è stata respinta la richiesta di ricusazione dei giudici presentata dai genitori di una ragazzina di 12 anni affetta da una malattia degenerativa - Atassia di Friedreich -  alla quale il tribunale di Firenze ha negato l'autorizzazione ad accedere alle cure compassionevoli con metodo Stamina.

La richiesta di ricusazione riguardava il collegio di giudici chiamati a decidere sul reclamo presentato dai genitori della piccola, assistiti dall'avvocato Andrea Scavetta, contro la decisione con cui, in prima battuta, il 13 giugno il giudice Roberta Santoni Rugiu ha respinto la richiesta di accedere alle cure a base di cellule staminali.
 

Secondo la famiglia, nel corso di una riunione i giudici della sezione Lavoro (competente sul tema cure Stamina) avrebbero espresso un orientamento negativo riguardo le cure a base di cellule staminali: questo avrebbe reso vano il reclamo, sul quale sono chiamati a decidere di nuovo i giudici di quella stessa sezione.


Nel respingere la richiesta di ricusazione, il tribunale di Firenze ha spiegato che durante la riunione è stato discusso il tema Stamina ma solo perché è ''oggetto di un sempre crescente numero di ricorsi'' e senza alcun ''riferimento né implicazione'' con il caso della dodicenne.


''Per protesta - spiega l'avvocato Scavetta - rinunceremo al reclamo. I genitori della ragazzina provvederanno altrimenti, rivolgendosi ai giudici di un'altra città, dove siano più compassionevoli e corretti''.