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Cane moribondo nel cassonetto, denunciato il proprietario

Indagine lampo delle guardie Enpa: "Credevo fosse già morto"

I nostri lettori con un sondaggio lo hanno chiamato Whisky

Il cocker trovato in un cassonetto dove lo avevano buttato
Il cocker trovato in un cassonetto dove lo avevano buttato

Firenze, 8 febbraio 2013 - Un’indagine lampo, fatta di confidenze, di incroci di elementi investigativi e della collaborazione di tanta gente, ha portato le guardie zoofile dell’Enpa ad identificare e denunciare chi ha abbandonato in un cassonetto della spazzatura di via di Brozzi, una settimana fa, un cane di razza cocker.

Si tratta di un ex appartenente alle forze dell’ordine. Alle guardie zoofile avrebbe detto che pensava che il suo cane fosse già morto, per quello lo avrebbe chiuso in un sacchetto dell’immondizia e gettato nel bidone dei rifiuti. E di sicuro l’animale, che i nostri lettori hanno ribattezzato Whisky, scatenando una gara per l’adozione, sarebbe deceduto per davvero, se una donna non avesse sentito i suoi latrati e dato l’allarme.

Invece il cocker, almeno una decina d’anni d’età (il microchip, come l’animale aveva addosso, è obbligatorio sui quattrozampe dal 2001) ricoverato nella clinica veterinaria “24 ore” di Firenze, sta migliorando. Piano piano, ma sta migliorando. “E’ arrivato qui in stato comatoso - dice Simone Scoccianti, direttore sanitario dell’ospedale per gli animali - adesso invece gira un po’ da solo, ha fatto i suoi bisogni in giardino”.

Tecnicamente, però, Whisky è ancora in pericolo di vita. C’è da considerare che il proprietario che l’ha abbandonato moribondo, l’ha pure straziato: con un coltello, l’ha aperto lungo la schiena per cercare il microchip impiantato sotto la pelle.

Una volta trovato, l’ha tolto e buttato via. Circostanza, questa, che potrebbe ritorcersi contro di lui: se pensava che il cocker fosse davvero morto, perché tagliarli la schiena per togliere l’unica prova che potesse far risalire a lui? E poi, perché disfarsi in quel modo di un’eventuale carcassa? Insomma, le giustificazioni addotte dall’uomo, non hanno convinto gli investigatori del Sista, l’apposito nucleo nato per combattere gli abbandoni degli animali diretto da Alessandro Quercioli.

Di sicuro, Whisky stava male. Lo testimoniano le sue attuali condizioni. Problemi cardiaci, renali, una dentatura messa male, sono la prova che il cocker non ha ricevuto mai troppe attenzioni.
Ma perché gettarlo in un cassonetto, per di più ancora vivo?

Red

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