Firenze, 23 gennaio 2013 - Non si sciogliera' prima del 31 gennaio il nodo del commissario per il Maggio Fiorentino. Il ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi, che oggi pomeriggio ha incontrato a Roma il sindaco di Firenze Matteo Renzi, ha chiarito di voler usare tutto il tempo previsto dalle procedure amministrative anche per attendere l'arrivo di eventuali controdeduzioni.

Cominciato intorno alle 15, il colloquio tra ministro e sindaco (erano presenti anche il vicesindaco di Firenze Dario Nardella e il direttore generale per lo spettacolo dal vivo Salvo Nastasi) e' durato circa tre quarti d'ora, in un clima che fonti vicine al ministero definiscono 'cordialissimo'. Ornaghi avrebbe sottolineato al sindaco di Firenze e presidente della Fondazione che la scelta di avviare le procedure per il commissariamento e' stata sofferta, ribadendo pero' le motivazioni che lo hanno portato alla decisione, in primis la grave situazione economica della fondazione musicale fiorentina.

Quanto al commissario, i due avrebbero discusso sul profilo della persona da scegliere, convenendo che dovra' trattarsi di qualcuno che sappia gestire tra l'altro la delicata questione sindacale dell'ente, nonche' le procedure per l'acquisizione, da parte della fondazione, del nuovo Auditorium. Da parte sua Renzi avrebbe assicurato al ministro la massima collaborazione.
 

Intanto da fonti giudiziari si apprende che c'è un fascicolo aperto della procura di Firenze sul 'buco' nei conti del Teatro del Maggio Fiorentino. L'indagine sarebbe stata avviata già da tempo. Al momento comunque non ci sono indagati e i magistrati non hanno ancora formulato ipotesi di reato.

Sotto la lente degli inquirenti la vicenda del disavanzo economico dell'ente lirico, che a dicembre 2012, invece del pareggio di bilancio avrebbe registrato un rosso di quasi 3 milioni di euro. In base a quanto si apprende, però, l'attenzione della procura si concentrerebbe soprattutto sui conti degli anni passati.

Secondo fonti delle opposizioni in consiglio comunale di Firenze, nei conti dell'ente lirico fiorentino ci sarebbe complessivamente un 'buco' di circa 14,5 milioni di euro, di cui quasi 3 milioni stimati a fine 2012. Altri documenti parlano di un deficit patrimoniale pregresso pari a oltre 20 milioni di euro.

 

IL COMMISSARIAMENTO - Il commissariamento dell'ente lirico di Firenze da parte del Mibac era atteso da qualche settimana in citta'. Il consiglio di amministrazione della Fondazione, presieduto dal sindaco Matteo Renzi, ha visto tre dimissioni eccellenti negli ultimi mesi: prima Paolo Fresco, poi Mario Primicerio e infine un paio di giorni fa Antonio Marotti, rappresentante del Mibac. La situazione di crisi del Teatro del Maggio era già stata segnalata anche dal licenziamento di otto dipendenti nel dicembre scorso.

 

COLOMBO: "SEMPRE AGITO CORRETTAMENTE" - La sovrintendente Francesca Colombo, in una conferenza stampa convocata ieri pomeriggio, prima che il Mibac ufficializzasse il commissariamento, ha ribadito la correttezza del suo operato ed ha annunciato che chiuderà il 2012 con un deficit di 1,5 milioni di euro e non di 3,2 milioni come da preconsuntivo. Il commissariamento, ha detto Colombo, e' stato ''come una gettata d'acido in faccia, come è accaduto al direttore del Bolshoi''. Colombo ha poi aggiunto che è ''una notizia dolorosa soprattutto alla luce degli sforzi fatti in questi anni per concorrere al salvataggio del Teatro'', dicendosi anche vittima di giochi politici.

 

MEHTA: "VIA LE ISTITUZIONI DAL CDA" - E sul caso oggi è intervenuto anche il maestro Zubin Mehta: "Noi siamo un'organizzazione artistica - ha detto ai microfoni di Rtv38 - in Cda ci devono essere imprese che portano soldi e aiuti, non solamente rappresentanti che non danno niente". "Non è una cosa sociale essere nel Cda. Non incontro mai qui un rappresentante del Cda, non so chi sono. Forse una volta in due anni mi avranno invitato a parlare. Non dovrebbero esserci - accusa Mehta - le istituzioni all'interno di questo tipo di fondazioni. Chi si siede nel Cda di questa fondazione dovrebbe portare, ognuno, 250 mila euro l'anno".