Firenze, 26 settembre 2012- Il 12 agosto 1944, pochi giorni prima della liberazione di Firenze, tre Carabinieri in servizio a Fiesole, Alberto La Rocca, Fulvio Sbarretti e Vittorio Marandola, di età compresa tra i 20 e i 22 anni, cadevano sotto i colpi di un plotone d'esecuzione nazista per salvare la vita a 10 cittadini fiesolani.


Il 68° Anniversario del loro sacrificio è stato ricordato, in forma solenne, questa mattina nella cittadina toscana. La cerimonia militare si è svolta alla presenza del Comandante della Legione Toscana, Gen. B. Alberto Mosca, del Prefetto di Firenze, di Autorità civili e militari, dei familiari dei tre Martiri, di membri dell’Associazione Nazionale Carabinieri e di cittadini e studenti delle scuole.


Dopo la celebrazione della Santa Messa, officiata in cattedrale dal Vescovo di Fiesole, Mons. Mario Meini, le autorità e i cittadini partecipanti hanno raggiunto il vicino colle San Francesco, dove il Generale Mosca, il Prefetto di Firenze Luigi Varratta e il Sindaco di Fiesole, Dott. Fabio Incatasciato, hanno deposto due corone d'alloro al monumento dedicato ai tre Eroi. Gli onori militari sono stati resi da un picchetto del Comando Provinciale Carabinieri di Firenze e dalla Fanfara della Scuola Marescialli e Brigadieri di Firenze.


Il Generale Mosca, dopo aver ricordato la tragicità degli eventi fiesolani ha esaltato gli eroi come  “l’esempio più alto e nobile di vocazione al bene e al giusto che li ha portati nell’Arma ad essere vicini alla gente, con rispetto ed amore per i cittadini e le Istituzioni ed attenzione ai più deboli”. L’alto ufficiale ha poi sottolineato come, ancora oggi, ci sono Carabinieri che per gli stessi  valori donano la loro vita.


Nella circostanza è stato ricordato il recente tragico esempio dell’Appuntato Antonio Santarelli e del Carabiniere Scelto Domenico Marino, entrambi “medaglia d’oro al valor civile”, vilmente aggrediti, poco più di un anno fa, mentre effettuavano un posto di controllo alle porte di Pitigliano, in provincia di Grosseto.


“Il messaggio lasciato da questi Giovani, Grandi Carabinieri” - ha concluso il Generale Mosca - “sia per i nostri animi fiamma viva di Giustizia, Coraggio e Generosità”.